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sabato 2 maggio 2015

Inter-Chievo: le ultime da Appiano e la conferenza di Mancini

roberto mancini inter pinetina appiano gentile
Roberto Mancini in conferenza stampa pre Inter-Chievo non scopre la formazione e dichiara: "Tutto o molto passa per la partita di domani, che è dura perché il Chievo sta bene e gioca tranquillo. I giocatori più esperti stanno dando qualcosa in più" (ma non cita Hernanes, dicendo invece che Shaqiri sta molto meglio: cambio-punizione in vista tra i titolari per l'atteggiamento del secondo tempo con l'Udinese?). La stagione per lui resta negativa perché si aspettava di arrivare almeno terzo. Bene così, è l'atteggiamento giusto, anche se non avevamo la rosa necessaria. E' lo spirito giusto anche quello che gli fa dire che della tournée estiva non gli interessa niente...

Intanto alla Pinetina si sono rivisti Kuzmanovic e Jonathan.
Vinciamo la nostra partita e teniamo d'occhio quelle delle altre perché il nostro destino non è solo nelle nostre mani.

Cristiano Esposito

venerdì 17 aprile 2015

Ausilio: "Venderemo per comprare. Vogliamo tenere Handanovic e Icardi"

piero ausilio inter
"Il nostro sarà un mercato di autofinanziamento, venderemo per comprare - spiega Ausilio -. In tal senso le risorse possono arrivare anche da operazioni mirate, come quella che abbiamo portato avanti con Federico Bonazzoli. C'è una parola con il presidente della Sampdoria per avere un diritto di prelazione e non perderlo. Vengo dal Settore Giovanile e tengo a tutti i nostri giovani. Mi piacerebbe vederli crescere e affermarsi in prima squadra, ma non sempre è possibile". 

Si parla poi dei rinnovi di Handanovic e Icardi: "Abbiamo offerto a entrambi un prolungamento con adeguamento contrattuale, ma ogni rinnovo ha bisogno dei suoi tempi perchè ci sono tante cose da sistemare. Parliamo regolarmente con i rispettivi agenti e, quando c'è una volontà chiara, alla fine si sistema sempre tutto. La nostra intenzione è di tenere entrambi. Stesso discorso per Kovacic".

Considerazioni:

- Niente di nuovo o che non abbia già scritto qui. Dovremo vendere per comprare e autofinanziarci il mercato. Ci sarà per forza qualche sacrificio.

- E' molto importante mantenere il controllo di Bonazzoli, anche per evitare altri casi Balotelli, Destro ecc. Ma se esplode pagheremo caro il suo ritorno.

- Quando c'è una volontà chiara si sistema tutto. Bisogna vedere fino a che punto coincidano quelle della società e di Handanovic/Icardi.

Cristiano Esposito
 

lunedì 13 aprile 2015

Hellas Verona-Inter 0-3: le pagelle. San Samir para e il Profeta risorge

Hellas Verona Inter 2014 2015Handanovic 7,5: Viene chiamato in causa dopo un'ora e risponde presente in grande stile. Almeno due belle parate oltre il rigore neutralizzato a Toni

D'Ambrosio 6,5: Grande partita al rientro dal primo minuto. Corre, spinge, effettua undici cross con una certa precisione. Dote rara per i nostri terzini.

Ranocchia 6,5: Doveva segnare di testa tutto solo davanti a Rafael. Ma fa il difensore: limita Toni ed effettua qualche buona chiusura.

Vidic 6,5: Perde un pallone sanguinoso ma effetua tante buone chiusure o spazzamenti d'area. Il rigore non c'è, non ha colpa. Poi lui viene dall'Inghilterra, dove queste cose assolutamente non esistono.

Juan Jesus 6: Soffre Jankovic in velocità, si riprende nel secondo tempo. Non è un terzino per ora, né in fase difensiva né in quella offensiva .

Guarin 6: Quasi non si vede e non si sente, soprattutto in fase offensiva. La discontinuità è il suo problema più grande. Severo e ingiusto il giallo che gli farà saltare il derby, ma ha rischiato appoggiando la testa sul petto di Tagliavento.

Medel 6,5: Mancini credeva di perdere lui per il derby, lo fa uscire quando ha perso gli altri due. Solita partita di lavoro sporco nell'ombra, prezioso e imprescindibile. Non sbaglia quando deve smistare il primo pallone in uscita. (dal 35' st Gnoukouri 6: lineare, ordinato, una buona apertura. Chi ben comincia...).

Brozovic 6: Non è quello delle prime uscite ma si fa sentire per corsa e contrasti. Prende il giallo che lo squalifica per il derby e sbaglia un gol non difficilissimo per lui.

Hernanes 7: Eccolo finalmente, nella posizione in cui può e deve fare la differenza. Va via in dribbling e in velocità, mette il piede nello 0-2, crea scompiglio e dà imprevediblità. (dal 43' st Felipe s.v.).

Hellas Verona Inter Hernanes
Palacio 7,5: Assist per il primo gol, realizza in prima persona il secondo. Con Icardi si trova che è un piacere e quando la squadra corre e funziona anche la sua prestazione sale di livello. (dal 35' st Kovacic s.v.)

Icardi 7: Tocca pochi palloni, alcuni li sbaglia per le lacune che ha ma aiuta la squadra ed è letale in fase di realizzazione. Sono già 21 gol in stagione e fornisce anche l'assist a Palacio.

All. Roberto Mancini 7: La strigliata funziona, il rombo con Hernanes trequartista pure. Riacquistiamo per un giorno cinismo, grinta, corsa e praticità.


HELLAS VERONA

Toni e Gomez in giornata no, anche perché ben neutralizzati dai nostri. Jankovic invece crea scompiglio in velocità. Funziona sufficientemente solo il centrocampo con Obbadi e Tachtsidis, per il resto ci aspettano e pagano dazio.

Rafael 5,5; Sala 5, 2 Rodriguez 5, 18 Moras 5, 3 Pisano 4,5; 8 Obbadi 6 (dal 36' st 27 Valoti sv), 77 Tachtsidis 5,5, 10 Hallfredsson 5,5 (dal 26' st 19 Greco 6); 21 Gomez 5,5 (dal 30' st Saviola 5,5), 9 Toni (C) 5, 11 Jankovic 6,5.

Cristiano Esposito

domenica 12 aprile 2015

Hellas Verona-Inter 0-3: Una rondine non fa primavera (ma la salvezza sì)

Sinceramente temevo questa partita, anche se il Verona era in calando. Alla fine però rinfaccio ai calciatori dell'Inter di non aver avuto questa cattiveria e questa corsa col Parma, perché molto probabilmente avrebbero portato a casa i tre punti. Le vittorie dei ragazzi di Donandoni ottenute con l'Udinese e la Juventus non devono però rendere il nostro calice meno amaro. Dovevamo e potevamo vincere.  Dovevamo giocarcela con più voglia e cattiveria.

Il Mancio sceglie il rombo con Hernanes dietro alle punte: alla fine non risparmia nessun diffidato del centrocampo e a riposare sono Shaqiri e Santon. Passiamo già all'undicesimo con Icardi servito da Palacio. Tachtsidis era a terra perché a sedere l'aveva messo D'Ambrosio con una finta e non aveva nessun problema (si rialza e continua a giocare come niente fosse successo dopo trenta secondi). Anzi, se  tutti continuassero a giocare quando gli avversari svengono senza motivo e non si rialzano, e sono loro ad essere gli antisportivi e non gli altri, magari anche arrivando al gol, io dico che si toglierebbero il vizio. Detto ciò la difesa del Verona dorme e prende il gol non certo a causa del fatto che Tachsidis a terra. Per un Guarin che continua a cercare il tiro dagli spogliatoi c'è un Hernanes in ripresa, che al 18' semina avversari in contropiede e dimostra coi fatti quello che sostengo da sempre: lui il meglio lo dà da trequartista centrale dietro le punte. Juan Jesus riesce a soffrire Jankovic (e a beccarsi un giallo) proprio in quella velocità che è la sua arma migliore: andiamo bene. E' anche vero che è ancora tarato per fare il centrale a tre, uscendo in anticipo, e che non faceva il terzino da tempo. Il Verona non punge, ci aspetta per fare contropiede, non spinge sulle fasce e noi teniamo bene sulle palle inattive tranne quando Toni colpisce alto di testa al 19'. La buona notizia è quanto corriamo e che l'out di destra con D'Ambrosio e Palacio che si allarga spesso funziona bene. Si nota maggiore cattiveria rispetto alle ultime uscite anche nei contrasti, più compattezza e forse anche una difesa che sta lievemente più bassa. La partita è bruttarella, poi Brozovic si divora lo 0-2 alla mezz'ora. Nel giro di due minuti lui e Guarin (molto severo il suo cartellino per un fallo di mano, ad un metro di distanza e chiaramente involontario) si beccano un giallo che gli fa saltare il derby. Hernanes continua a dimostrare di stare bene, meglio, ma talvolta esagera con i dribbling: ad ogni modo sono ben sei  quelli completati nel primo tempo, contro i due complessivi del Verona. Palacio crea quattro occasioni ma non inquadriamo mai la porta, gol a parte.

Al terzo della ripresa raddoppiamo con un'azione che non sembriamo noi a orchestrarla: combinazione tutta di prima Hernanes-Icardi-Palacio. Il Verona però alza il baricentro e al 5' è una fortuna che Jankovic svirgoli la conclusione. Ancora la "magica" fascia destra di stasera: un minuto dopo Palacio per poco non trova ancora Icardi a centro area (il quale poco dopo sbaglia uno stop a seguire importante per involarsi verso la porta, emblema dei suoi limiti congeniti). Juan Jesus gioca meglio, D'Ambrosio continua a spingere con intensità. Al quarto d'ora Hernanes impatta male il pallone e calcia fuori, poi Handanovic inizia il suo show con due belle parate respingendo però ancora il pallone basso a centro area. Questo particolare ci è costato già un paio di gol e altrettanti spaventi. Capitan Ranocchia si divora letteralmente di testa un gol da due passi, tutto solo. Il Verona è ancora in partita e si rende pericoloso con Obbadi e Jankovic. Altra buona notizia: Vidic e Ranocchia controllano e limitano bene Toni. Palo sfortunato di Palacio al 27', ancora con D'Ambrosio che lo serve di prima. L'amnesia della giornata arriva al 30', quando Greco su punizione trova incredibilmente Toni tutto solo che colpisce fuori di testa. Ne abbiamo lasciato solo uno scarso su questi palloni, diciamo così. Poi esce Gomez e personalmente tiro un sospiro di sollievo: alla vigilia era quello che più temevo tra gli avversari. Minuto 31: Tagliavento non si smentisce e prova a far rientrare il Verona con un
penalty quasi fantascientifico. In pratica poteva fischiarlo quasi solo a noi. Vidic sfiora appena Greco (terzo tiro dal dischetto "causato" in serie A quest'anno, più di chiunque altro), ma San Samir para il quarto rigore dell'anno, il secondo a Toni, il settimo degli ultimi otto, il ventunesimo su cinquantasette in A. A questo punto è chiaro che il Verona non segnerà mai, come non avremmo segnato mai noi un altro gol con il Parma settimana scorsa. Esordisce, con sicurezza e linearità Gnoukouri per Medel (almeno un centrocampista diffidato per il derby conserviamocelo), il trentesimo giovane canterano a debuttare con Mancini, ed entra Kovacic a fare la seconda punta per Palacio. I veronesi provano a rubare un altro paio di rigori, noi resistiamo stoicamente con Handanovic e compagni. Esce anche Hernanes, calato alla distanza, per Felipe. C'è tempo ancora per l'autogol di Moras che premia la gran partita di spinta di D'Ambrosio al 47'.

Torniamo a vincere, sapendo soffrire ed opporci nella parte centrale del secondo tempo. Buona la prestazione in un campo che aveva visto cadere il Napoli poco tempo fa. Una rondine non fa primavera, non abbiamo fatto ancora niente, ma almeno abbiamo raggiunto la quota salvezza. E, perdonatemi, all'essere l'unica squadra italiana a non essere mai retrocessa in B e a conquistare un triplete io ci tengo. Mi turbano le parole di Handanovic dopo la partita. No, non il "pensiamo prima a non prenderle, almeno facciamo 0-0", ma quelle sul rinnovo fermo e sull'incertezza della risposta sul volere giocare la Champions l'anno prossimo. No perché, Samir, mi sa che noi non ce la facciamo. Mi piace invece la conferma di un'efficace coppia d'attacco, con Icardi che ieri ha servito il terzo assist su quattro a Palacio. I due si trovano bene e si vede. Mi piacerebbe invece sapere a chi era rivolto il labiale di Mancini a fine match ("ti gonfio, dopo ti gonfio") e cosa diceva del rigore fischiato e a quale dei direttori di gara . 

La nostra primavera è tornare a vincere quarantasette giorni dopo, in trasferta, dove abbiamo chiaramente meno pressione addosso. Ma questo è un fattore che deve cambiare, San Siro è casa nostra e chi gioca tra le nostre fila deve dimostrare di saper reggere il peso della nostra maglia.

Cristiano Esposito


HELLAS VERONA-INTER 0-3

Marcatori: Icardi (11'), Palacio (3' st), aut. Moras (47' st)

HELLAS VERONA: 1 Rafael; 26 Sala, 2 Rodriguez, 18 Moras, 3 Pisano; 8 Obbadi, 77 Tachtsidis, 10 Hallfredsson (19 Greco 27' st); 21 Gomez (7 Saviola 30' st), 9 Toni, 11 Jankovic. A disposizione: 22 Benussi, 4 Marquez, 17 Nico Lopez, 20 Christodoulopoulos, 25 Marques, 27 Valoti, 30 Campanharo, 33 Agostini, 70 Pereira, 71 Matric. Allenatore: Andrea Mandorlini

INTER: 1 Handanovic; 33 D'Ambrosio, 23 Ranocchia, 15 Vidic, 5 Juan Jesus; 13 Guarin, 18 Medel (27 Gnoukouri 35' st), 77 Brozovic, 88 Hernanes (26 Felipe 43' st); 8 Palacio (10 Kovacic 35' st), 9 Icardi.  A disposizione: 30 Carrizo, 46 Berni, 6 Andreolli, 11 Podolski, 20 Obi, 28 Puscas, 55 Nagatomo, 91 Shaqiri, 97 Bonazzoli. Allenatore: Roberto Mancini

Ammoniti: Juan Jesus (18'), Moras (35'), Brozovic (36'), Guarin (40'), Obbadi (11' st), Vidic (31' st)  

Recupero: 1' - 3' 

Arbitro: Tagliavento (sez. arbitrale di Terni)  
Assistenti: Marrazzo e Pegorin
IV Uomo: Schenone  
Assistenti addizionali: Cervellera e Manganiello
   

venerdì 10 aprile 2015

Oltre la retorica: i punti chiave della conferenza di Roberto Mancini prima di Hellas Verona-Inter

Se ti arrivasse un'offerta importante a fine stagione, ti verrebbe qualche dubbio?
"Sono in un grande club, credo si possa tornare a essere competitivi. Star fuori un anno dalle coppe non è un dramma se si può costruire una grande squadra. Saranno 300 giorni senza coppe e lavoreremo per fare una squadra più forte. L'addio non è nei miei programmi".

- Non è esattamente una forumla per dire che resta al cento per cento.

Influiranno i diffidati in vista del derby?
"Abbiamo tre centrocampisti diffidati, forse uno partirà dalla panchina".

- Io dico che non rinuncia a Medel e che il primo indiziato a riposare è Brozovic.

Vero che dopo il Parma Mancini è cambiato da modalità zen a furibondo?
"Avevo un approccio diverso perché pensavo fosse giusto e i giocatori si sono sempre impegnati in allenamento. Alla fine uno non può arrabbiarsi più di tanto, se si dà il massimo prima o poi i risultati arriveranno. Questa settimana è stata più dura, i giocatori capiscono che si può fare di più. A volte si vince mettendo un quid in più, non basta essere l'Inter".

- La modalità zen probabilmente derivava anche dall'aver sovrastimato le possibilità della rosa.
 
L'affetto dei tifosi per Kovacic spinge la società a essere poco chiara sul suo futuro? Farebbe meglio da mezzala?
"Decido io la posizione in cui può giocare. L'Inter ha fiducia enorme in Kovacic, gli ha rinnovato il contratto e punta su di lui. Poii ci sono momentio in cui i giocatori devono tirare fuori qualcosa in più, non bastano le qualità. Vero che tutti gli vogliono bene".

- Prolungare un contratto ad un giocatore può voler dire sia che si punta su di lui sia che si ha l'intenzione di venderlo bene qualora arrivassero offerte. Mancini sta ad ogni modo martellando Mateo affinché ci metta qualcosa in più. Lo prova come playmaker in allenamento e credo che lo vedremo da qui alla fine schierato occasionalmente in quella posizione (magari come mezzala domani per far riposare un diffidato?). Di certo non assieme a Brozovic per questioni di equilibrio.

Dopo Puscas potrebbe giocare Camara?
"Lui, Puscas, Baldini, Dimarco e Gnoukouri sono tutti giocatori che si allenano con noi da settimane, pensiamo abbiano qualità. Però sono giovani e in questo momento può essere difficile. Ma nelle prossime nove partite giocheranno in prima squadra".

- Non dal primo minuto, spero. Puscas dovrebbe aver insegnato qualcosa. Inserire un giocatore acerbo in un contesto che non funziona così bene sarebbe molto rischioso.

Cristiano Esposito

mercoledì 8 aprile 2015

Disquisizioni sul fattore "M": motivazioni, mediocrità, mercato, Mazzarri e Mancini

Inter Mancini Zanetti Ausilio
C'è chi ha parlato di mancanza di motivazioni riguardo l'imbelle prestazione dei nerazzurri contro il Parma. Le motivazioni non devono venire mai a mancare perché giochi nell'Inter e perché vieni regolarmente e profumatamente pagato. Cosa che non accade per i dignitosissimi giocatori del Parma, che di motivazioni sembravano averne di più di noi. Forse qualcuno dei nostri già sa che andrà via, qualcun altro è già tranquillo di restare. In entrambi casi è stato dannoso per la squadra farglielo capire.

Sempre in tema di motivazioni, non si capisce bene dalle immagini se Ranocchia dopo il gol rimproveri Puscas e compagni per qualche errore sul campo o perché non vengono a festeggiare tutti insieme il gol di Guarin. Il giovane attaccante ha dimostrato di non essere ancora pronto per la prima squadra e forse dare spazio dal primo minuto ad altri della primavera per quest'ultima tranche di campionato, come ha dichiarato di voler fare Mancini, non è la scelta giusta. 

Quello che, tra le altre cose, preoccupa di domenica è la non reazione al pareggio del Parma e alla prevedibile sfuriata di Mancini all'intervallo (avrebbe potuto sfruttare tutti i quindici minuti per provare a svegliare i suoi giocatori e non avviarsi prima di loro in campo). Si è continuato a correre poco e male, forse solo Medel lo ha fatto quanto doveva. Mediocrità, sfortuna, centrocampo molle e poco forte fisicamente. Senza qualità e senza gli arrivi di un Lucas Leiva, per dirne una, era difficile migliorare la costruzione. Guarin ha il solo merito di una fisicità che a tratti fa la differenza, ma pochi neuroni per incanalarla con criterio. 

Già, il mercato. Mancini ha evitato di dichiarare che non lo ha soddisfatto del tutto. Non ha avuto tutto quelo che aveva chiesto ma era quasi impossibile viste le nostre condizioni finanziarie. Podolski e Shaqiri si sono dimostrati molto meno esterni di quel che si pensava e si cercava sul mercato. I restanti limiti della rosa sono rimasti intatti. I terzini  molto modesti e incapaci di svolgere entrambe le fasi ad alti livelli. Kovacic ed Hernanes non hanno trovato una collocazione in questa Inter. Nonostante abbia sbagliato anche lui, Vidic doveva giocare sempre accanto ad uno tra Ranocchia e Juan Jesus, troppo più inaffidabili e carenti in personalità. Se proprio dobbiamo giocare alti meglio JJ, che almeno può contare su una discreta velocità nei recuperi. Per concludere, ad oggi non abbiamo un modulo prestabilito e da fissare per crescere. Mancini deve ancora trovare la quadra dopo cinque mesi e lo dimostra il continuo cambiare più volte nell'arco della stessa partita. Mazzarri ha fatto quasi gli stessi punti, ma li ha fatti coprendosi e cercando di non prenderle. Non avevamo e non abbiamo i giocatori capaci di giocare in contropiede, con le giuste e letali caratteristiche. Ma se ci alziamo troppo e teniamo palla come vuole Mancini escono fuori tutti i limiti dietro e nella costruzione. Con la paura che subentra durante il match dopo aver rischiato o subito un gol poi, la difesa alta retrocede vertiginosamente ed è il panico. I centrocampisti non aiutano più e si aprono voragini per gli inserimenti da dietro degli avversari.

Roberto Mancini Mateo Kovacic InterCon questa rosa mediocre e sfiduciata difficile dire se è meglio o peggio provare a giocare un calcio più propositivo come fa Mancini. Il quale finora purtroppo ha deluso, forse pensando di trovare una situazione complessiva migliore e di poter spremere di più dai giocatori. Che presentano limiti tattici, di personalità e coraggio, quest'ultimo solo in parte ereditato dal modo di giocare di Mazzarri. E' scoppiata presto la bolla di sapone delle tre vittorie consecutive, e sono scoppiati i giocatori. E sembra regnare un po' di anarchia, in cui l'ultimo ventenne arrivato, Brozovic, dichiara con nonchalance: "Con cinque nuovi acquisti l'anno prossimo saremo lì alla pari con le prime della classe". Come a dire: sono appena arrivato, non ho dimostrato quasi niente ma io sono dentro al progetto e ho bisogno di qualche campione vicino a me. Campioni comunque già invocati da Mancini, quando forse era meglio aspettare giugno per fare determinate dichiarazioni e distrarre i giocatori che restano o partono.

Le domande a questo punto sono le seguenti. La clausola con cui Mancini può liberarsi a giugno c'è o no? Senza l'acquisto di campioni lui resta? E a noi conviene che lui resti, visto quel che ha raccolto finora in una squadra senza top player? 
Se questi giocatori non stanno dando il massimo, magari farli allenare il giorno di Pasqua alle 8:30 può indurli a dare di più. Ma se lo stanno già facendo può cambiare poco e niente. E' ora di decidere chi è da Inter e chi è l'allentore migliore per questa (e la prossima) Inter con questa congiuntura economica. E regolarsi di conseguenza.

Cristiano Esposito