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sabato 6 giugno 2015

Inter-Empoli 4-3: finalmente è finita

inter empoli serie a 2014 2015 icardi hysaj san siroE' finita questa agonia. E avrei mollato pure prima mentalmente, se nonostante tutti gli scempi da noi commessi non fossimo stati ancora in corsa per un'assurda e immeritata qualificazione in Europa League. Quel che conta ora è che è finita. E di conseguenza è finita anche con Felipe dal primo minuto in campo, finita col divino Jonathan che ci lascia. 
Anche in quest'ultima giornata stavamo riuscendo in un'impresa delle nostre, una rimonta ai nostri danni che solo noi potevamo rendere possibile. Un'altra partita in cui doveva notarsi una notevole differenza di motivazioni con un Empoli senza più obiettivi. E invece per mezz'ora si sono viste solo noia e svirgolate, insieme a un tiro di Nagatomo (uno dei migliori, pensa te) da fuori e un colpo di testa di Palacio alto. Noi pressiamo ma loro non si dannano di certo. Facciamo il solito possesso palla sterile e inutile. Tiro di Santon deviato in angolo, poi Icardi si trova fortunosamente il pallone tra i piedi al 34' ma si fa parare. Da una quasi svista di Capitan Ranocchia (mi auguro sia finita anche vederlo con la fascia al braccio, ma temo non sia così) si passa ad un'occasione per Palacio. Ma, come sempre, se non ne collezioniamo almeno una decina il gol non arriva, anche se iniziamo a meritarlo. Occasioni ancora per Medel da fuori, Palacio di testa....e occasione di vedere Hernanes e Kovacic che ostacolarsi al tiro come fossero ai giardinetti. Finisce un primo tempo orribile o quasi.

Al 2' della ripresa chiara ostruzione in area di Laurini, che il pallone non lo guarda nemmeno, su Hernanes: Damato non fischia clamorosamente (?) niente. Fortuna che due minuti dopo arriva il gol di Palacio su assist di Icardi, che in verità rischia decidendo di non calciare lui in porta. L'argentino raddoppia all'ottavo con Kovacic che verticalizza in maniera eccellente e ciabatta poco dopo fallendo il terzo gol. Intanto a Genova la Samp segna  di orecchio, e chi segna anche così merita assolutamente l'Europa League. Non è assolutamente il caso nostro. Altre due occasioni per Palacio e Kovacic e poi al 14' segna Mchedlidze, fortunato sulla deviazione ma con nessuno dei nostri a marcare sul secondo palo. Tre minuti e regaliamo gloria anche a Pucciarelli che pareggia: non avevano fatto niente e ora mollando senza giustificazioni li rimettiamo in corsa. Questi siamo noi. Nagatomo e Ranocchia nell'occasione vanno per le terre, tanto per cambiare. Hernanes inter empoli serie a 2014 2015 icardi nagatomo kovacic ranocchia san siromai in gara butta una punizione, Icardi divora per non utilizzare il sinistro. Anche l'Empoli sbaglia, con Handanovic che non perde il vizio di respingere a centro area. Mancini non cambia niente nonostante pare essercene il bisogno, poi al 25' segna Brozovic. Ancora una cappella di Handanovic al 29' che serve gli avversari poi segniamo il quarto con Icardi al 32'. Accorcia al 43' Mchedlidze e quasi subito pareggia il Parma. Pur volendo mollare spero fino alla fine in un altro gol ai danni della Samp. Non arriverà ma l'importante è che finalmente sia finita.

Cristiano Esposito

INTER-EMPOLI 4-3
 
Marcatori: Palacio (4' st), Icardi (8' st, 33' st), Mchedlidze (14' st, 43' st), Pucciarelli (17' st), Brozovic (24' st)

INTER: 1 Handanovic; 55 Nagatomo, 23 Ranocchia, 26 Felipe (21' Santon), 5 Juan Jesus; 77 Brozovic, 18 Medel, 10 Kovacic (39' st Podolski); 88 Hernanes; 8 Palacio (45' st Dimarco), 9 Icardi. A disposizione: 30 Carrizo, 6 Andreolli, 17 Kuzmanovic, 20 Obi, 27 Gnoukouri, 28 Puscas, 54 Donkor, 97 Bonazzoli, 99 Correia. Allenatore: Roberto Mancini

EMPOLI: 28 Bassi; 2 Laurini (9' st Mario Rui), 24 Rugani, 19 Barba (24' st Tonelli), 23 Hysaj; 88 Vecino, 6 Valdifiori, 11 Croce; 5 Saponara (43' Verdi); 20 Pucciarelli, 9 Mchedlidze. A disposizione: 1 Pugliesi, 33 Sepe, 8 Signorelli, 10 Tavano, 14 Diousse, 15 Piu, 25 Brillante, 26 Tonelli, 27 Zielinski, 50 Somma. Allenatore: Maurizio Sarri

Ammoniti: Barba (18' st), Valdifiori (22' st), Hernanes (39' st)

Recupero: 2' - 3'

Arbitro: Damato  
Assistenti: Giallatini, Vivenzi  
IV uomo: Posado  
Addizionali: Banti, Pezzuto
 
 

lunedì 25 maggio 2015

Genoa-Inter 2-3: si salvano solo Handanovic e l'attacco. Le pagelle

genoa inter marassi serie a 2014 2015
Handanovic 6: Deve dividere con Ranocchia le colpe del gol di Lestienne, ma proprio sul belga (e non solo) fa parate importanti.

D'Ambrosio 5,5: Si immola e salva al 32' ma sbaglia troppo e non contiene Lestienne.

Ranocchia 4 : Inguardabile, con la fascia di capitano poi... Fa girare un paio di volte Pavoletti senza muoversi, una di queste ci costa un gol. Cincischia come ai giardinetti sulla seconta rete genoana. Di testa la prende anche, ma la serve sempre tra i piedi degli avversari, mentre in campo aperto è oltrepassabile da qualunque essere vivente si trovi a passare dalle sue parti. E' sempre terrore quando la palla arriva dalle sue parti.

Juan Jesus 5,5: Fa più danni al centro della difesa che da terzino. Dopo nove minuti potrebbe già costarci un gol.

Nagatomo 5,5: Impalpabile, la solita confusione e indisciplina. Senza nemmeno un cross decente.

Brozovic 5,5: Una traversa, la palla persa malamente sul gol di Lestienne, un'altra volta va a vuoto clamorosamente, si becca il solito giallo. Ai punti Kucka lo straccia.

Shaqiri 5,5: Ciò che fa con la palla tra i piedi serve quasi sempre a poco.

Medel 5,5: Quasi segna dalla distanza, poi sbaglia sul gol di Pavoletti. A fine stagione va ringraziato per il cuore ma bisogna dirlo: non è da Inter, se arriva Touré che vada in panca.

Kovacic 6: Inizia con una certa vivacità ma in fase difensiva è non pervenuto. Non incide.

Hernanes 6: Ci mette quasi venti minuti per riuscire a toccare una palla. Poi il cross per il gol di Icardi, un palo, qualche tiro parato. Non salta sul gol di Kucka.

Palacio 6,5: Un gol, cuore e qualità. Come sempre. Ma anche uno scivolone in area su una
genoa inter marassi serie a 2014 2015 mancini
buonissima occasione.

Icardi 6,5: Segna e dà un buon assist a Palacio, ma si divora almeno un gol di testa.

Bonazzoli s.v.: Gioca un quarto d'ora dietro Icardi ma non si vede.

Puscas s.v.: Entra al 42', non tocca palla.

All. Mancini 6: Soliti errori che non sono colpa sua, ma ci mette troppo a cambiare nella ripresa. Il cambio modulo e l'abbondanza di punte messe dentro non sortiscono effetto alcuno.

Cristiano Esposito

domenica 24 maggio 2015

Genoa-Inter 3-2: Asini (senza offesa per gli asini)

asini inter genoa serie a 2014 2015Per assurdo, dopo tutti gli scempi compiuti, avevamo ancora una piccola possibilità di entrare in Europa League. Ma non lo meritavamo e non lo meritiamo, perché abbiamo troppi ASINI in campo. Riusciamo a spegnere quest'ultimo lumicino in una partita che a vederla da spettatori neutrali sarebbe stata pure divertente. Ma da tifosi ti spappola il fegato. Tra l'altro non so quanto questo possa rappresentare uno spot per il nostro calcio, pieno di errori e topiche clamorose com'è apparso.

Fin dalle prime battute si evince un buon ritmo, ed anche che Lestienne farà del grande capitan Ranocchia quello che vorrà. Proprio il belga impegna Handanovic per la prima volta al quinto minuto, mentre la loro intensità comincia ad annullarci o quasi. Non azzecchiamo due passaggi di fila. Ci rendiamo però moderatamente pericolosi con Brozovic di testa all'ottavo e con Medel dalla distanza al quattordicesimo. In mezzo un miracolo di Handa ancora su Lestienne, dopo uno dei nostri errori da ASINI di Juan Jesus. Tagliavento non fischia rigore nemmeno per sbaglio per un mani di Burdisso discutibile, poi al 18' Hernanes riesce a toccare il primo pallone calciando una punizione deplorevole. Un minuto dopo passiamo in vantaggio, di culo, con Icardi, che nonostante sia un giocatore limitato segna proprio tanto, in un modo o nell'altro. Handanovic salva su Kucka ma niente può al 24' su Pavoletti: ASINO Medel buca la scivolata e Ranocchia fa girare l'attaccante genoano con tutta la calma di questo mondo. Il nostro "capitano" ASINISSIMO, oggi più che mai, è imbarazzante. Di testa la prende anche, ma la serve sempre tra i piedi degli avversari, mentre in campo aperto è oltrepassabile da qualunque essere vivente si trovi a passare dalle sue parti. Rischiamo ancora, fortunatamente Pavoletti non vede l'inserimento di Bertolacci. Alla mezz'ora passiamo in vantaggio con Palacio servito bene da Icardi. Le difese sono apertissime e si vedono tanti capovolgimenti di fronte. Soffriamo: al 32' D'Ambrosio deve immolarsi e un minuto dopo Pavoletti prende una traversa. Ranocchia lo fa ancora una volta girare tranquillamente ed è l'immagine della nostra difesa: alta e molle. Stabiliamo un altro record: due gol annullati a Icardi per fuorigioco in pochi secondi, il secondo dei quali molto dubbio. Certo è che sono annoverabili tra quegli offside che i guardalinee riescono a vedere solo a noi. Al 41' Brozovic perde una palla da ASINO puro, Handanovic e Ranocchia non sono da meno e Lestienne pareggia. Non si capisce se Handa abbia chiamato o no il pallone ma i due sarebbero da internare all'istante. O da riportare nella stalla. All'intervallo Zazzaroni twitta: "Ranocchia sta diventando un caso umano".

Succede molto meno nella ripresa. Kucka tira da fuori, Palacio scivola al 13' in una buona occasione. Al 24' ASINO Brozovic (quello che appena arrivato diceva che con cinque innesti lotteremo per lo scudetto: ma con lui in campo?) ancora a vuoto e Handanovic salva su Bertolacci. Due minuti dopo Nicky Burdisso di testa ci grazia. Ma come diavolo marchiamo? Ma cosa aspetta il Mancio a cambiare qualcosa? Arriviamo al tiro soltanto alla mezz'ora, quando in un'azione fantozziana Hernanes prende il palo e Brozovic la traversa. Qui si tratta di qualche macumba contro di noi, altrimenti non si spiega. Entrano, ora sì, Shaqiri per Brozovic e Bonazzoli per un Palacio sfinito (Podolski ufficialmente è infortunato...): passiamo al 4-2-3-1, con Hernanes largo (???) e Bonazzoli centrale dietro Icardi. Hernanes parato in angolo al 36', un minuto dopo Icardi la mette fuori di testa pur potendo far meglio. Esce un Iago Falque fortunatamente non in giornata. Ultimo cambio: Puscas per D'Ambrosio. Ma con troppi ASINI in squadra non è questione di moduli, posizioni, schemi e obiettivi. Rincon riesce a non prendere un giallo nemmeno al
genoa inter serie a 2014 2015 icardi burdisso
centesimo fallo, poi Kucka al 44' segna di testa indisturbato, con l'ASINO Hernanes che ritiene inutile saltare a contrastarlo. Tagliavento chiude il nostro meraviglioso sabato sera non fischiando rigore su Icardi che prende un calcione da dietro da Burdisso. Siamo ASINI, ASINISSIMI, e va bene. Ma massacrarci così fino all'ultima giornata mi pare francamente troppo. Pure Kucka che calpesta Kovacic e scalcia ripetutamente Hernanes sulla linea del fallo laterale e non viene spedito sotto la doccia ha dell'incredibile. Si prende solo un ridicolo giallo in combutta con Brozovic.
Meno male che è quasi finita, dai. Pure la vendetta degli "ex" Gasperini e Kucka dovevamo vedere quest'anno. Il Mancio, intanto, non dà colpe a nessuno. Lui è contento della squadra e della sua mentalità. E' un modo per non infierire sui tanti ASINI di questa squadra o davvero non c'è nessuno con cui prendersela?

Cristiano Esposito


GENOA-INTER 3-2  
Marcatori: Icardi (19'), Pavoletti (24'), Palacio (30'), Lestienne (42'), Kucka (89')
 
GENOA: 1 Perin; 14 Roncaglia, 8 Burdisso, 4 De Maio; 21 Edenilson (48' st Tambè), 88 Rincon, 91 Bertolacci, 33 Kucka; 24 Iago Falque (40' st Izzo), 19 Pavoletti, 16 Lestienne (32' st Laxalt). A disposizione: 23 Lamanna, 39 Sommariva, 10 Perotti, 20 Tino Costa, 35 Soprano, 37 Panico, 38 Mandragora. Allenatore: Gian Piero Gasperini
 
INTER: 1 Handanovic; 33 D'Ambrosio 28 (41' st Puscas), 23 Ranocchia, 5 Juan Jesus, 55 Nagatomo; 10 Kovacic, 18 Medel, 77 Brozovic (32' st Shaqiri); 88 Hernanes; 8 Palacio (32' st Bonazzoli), 9 Icardi. A disposizione: 30 Carrizo, 6 Andreolli, 14 Campagnaro, 17 Kuzmanovic, 20 Obi, 21 Santon, 26 Felipe, 27 Gnoukouri, 54 Donkor. Allenatore: Roberto Mancini
 
Ammoniti: Hernanes (38'), Kucka (44'), Brozovic (44') , De Maio (17' st), D'Ambrosio (19' st), Juan Jesus (42' st), Roncaglia (45' st)
 
Arbitro: Paolo Tagliavento (sez. arbitrale di Terni) 
Assistenti: Dobosz e Marrazzo  
IV Uomo: Vivenzi  
Addizionali: Peruzzo e Tommasi
  

giovedì 30 aprile 2015

Udinese-Inter 1-2: D'Ambrosio ci salva, Kovacic-Hernanes in ascesa. Le pagelle

udinese inter serie a 2014 2015Handanovic 6: Esce male nel finale e copre anche male il proprio palo quando D'Ambrosio salva. Sul gol di Di Natale forse non poteva fare di più.

D'Ambrosio 6,5: Salva su Kone evitandoci la beffa finale, per il resto corre e combatte, combinando anche qualcosina in fase di spinta.

Vidic 6: Comanda lui sulle palle alte senza preoccuparsi del taglio sul sopracciglio e lottando ruvidamente con Thereau. Incespica sul gol di Di Natale, unico contrattempo che però pesa.

Felipe 6: Rincalzo affidabile, nemmeno lui segue Di Natale sul gol del pareggio. Per il resto sbaglia poco, sta alto, imposta anche bene qualche azione.

Santon 6: Tenuto basso da Allan ma non solo, la sua è perlopiù una partita difensiva in cui resta a galla.

Guarin 6: Un giallo stupido dei suoi, alcune palle perse ingenuamente, qualche buona verticalizzazione. Giustamente sostituito per evitare brutte sorprese.

Medel 6: Meno lucido del solito, ai punti perde nettamente il duello con Allan. Qualche pallone prezioso però lo recupera.

Kovacic 6,5: Perde forse un solo pallone in fase di impostazione, sta capendo come giocare da mezzala. Arriva anche due volte al tiro, ogni tanto accelera e conquista il rigore.

Hernanes 6,5: Cinque tiri, rete sfiorata, tanti dribbling riusciti ma anche diversi sbagliati eccedendo. Quando soffriamo è tra i primi da prendere a sberle per come gigioneggia.

Gnoukouri 6: Quando entra mostra la solita personalità e sicurezza, sbrogliando anche qualche matassa.

udinese inter serie a 2014 2015 icardi hernanes
Icardi 6,5: Assist sul rigore, realizzato senza problemi con la sua glacialità. Poco appariscente ma siamo a 23 gol totali, niente da dire.

Palacio 6: Corre, si sfianca, contrasta, recupera e non perde mai un pallone. L'età avanza ma lui tiene botta. Cuore e generosità.

Podolski 6,5: Al secondo pallone toccato segna a 43 secondi dalla sua entrata in campo il primo gol con la maglia dell'Inter. Lampi di classe che finalmente si intravedono.

All. Mancini 6: Soffriamo come bestie in undici contro nove, la prepara bene ma poi all'intervallo doveva far capire meglio a tutti che non bisognava fare gli splendidi.

Cristiano Esposito

venerdì 10 aprile 2015

Oltre la retorica: i punti chiave della conferenza di Roberto Mancini prima di Hellas Verona-Inter

Se ti arrivasse un'offerta importante a fine stagione, ti verrebbe qualche dubbio?
"Sono in un grande club, credo si possa tornare a essere competitivi. Star fuori un anno dalle coppe non è un dramma se si può costruire una grande squadra. Saranno 300 giorni senza coppe e lavoreremo per fare una squadra più forte. L'addio non è nei miei programmi".

- Non è esattamente una forumla per dire che resta al cento per cento.

Influiranno i diffidati in vista del derby?
"Abbiamo tre centrocampisti diffidati, forse uno partirà dalla panchina".

- Io dico che non rinuncia a Medel e che il primo indiziato a riposare è Brozovic.

Vero che dopo il Parma Mancini è cambiato da modalità zen a furibondo?
"Avevo un approccio diverso perché pensavo fosse giusto e i giocatori si sono sempre impegnati in allenamento. Alla fine uno non può arrabbiarsi più di tanto, se si dà il massimo prima o poi i risultati arriveranno. Questa settimana è stata più dura, i giocatori capiscono che si può fare di più. A volte si vince mettendo un quid in più, non basta essere l'Inter".

- La modalità zen probabilmente derivava anche dall'aver sovrastimato le possibilità della rosa.
 
L'affetto dei tifosi per Kovacic spinge la società a essere poco chiara sul suo futuro? Farebbe meglio da mezzala?
"Decido io la posizione in cui può giocare. L'Inter ha fiducia enorme in Kovacic, gli ha rinnovato il contratto e punta su di lui. Poii ci sono momentio in cui i giocatori devono tirare fuori qualcosa in più, non bastano le qualità. Vero che tutti gli vogliono bene".

- Prolungare un contratto ad un giocatore può voler dire sia che si punta su di lui sia che si ha l'intenzione di venderlo bene qualora arrivassero offerte. Mancini sta ad ogni modo martellando Mateo affinché ci metta qualcosa in più. Lo prova come playmaker in allenamento e credo che lo vedremo da qui alla fine schierato occasionalmente in quella posizione (magari come mezzala domani per far riposare un diffidato?). Di certo non assieme a Brozovic per questioni di equilibrio.

Dopo Puscas potrebbe giocare Camara?
"Lui, Puscas, Baldini, Dimarco e Gnoukouri sono tutti giocatori che si allenano con noi da settimane, pensiamo abbiano qualità. Però sono giovani e in questo momento può essere difficile. Ma nelle prossime nove partite giocheranno in prima squadra".

- Non dal primo minuto, spero. Puscas dovrebbe aver insegnato qualcosa. Inserire un giocatore acerbo in un contesto che non funziona così bene sarebbe molto rischioso.

Cristiano Esposito

mercoledì 8 aprile 2015

Disquisizioni sul fattore "M": motivazioni, mediocrità, mercato, Mazzarri e Mancini

Inter Mancini Zanetti Ausilio
C'è chi ha parlato di mancanza di motivazioni riguardo l'imbelle prestazione dei nerazzurri contro il Parma. Le motivazioni non devono venire mai a mancare perché giochi nell'Inter e perché vieni regolarmente e profumatamente pagato. Cosa che non accade per i dignitosissimi giocatori del Parma, che di motivazioni sembravano averne di più di noi. Forse qualcuno dei nostri già sa che andrà via, qualcun altro è già tranquillo di restare. In entrambi casi è stato dannoso per la squadra farglielo capire.

Sempre in tema di motivazioni, non si capisce bene dalle immagini se Ranocchia dopo il gol rimproveri Puscas e compagni per qualche errore sul campo o perché non vengono a festeggiare tutti insieme il gol di Guarin. Il giovane attaccante ha dimostrato di non essere ancora pronto per la prima squadra e forse dare spazio dal primo minuto ad altri della primavera per quest'ultima tranche di campionato, come ha dichiarato di voler fare Mancini, non è la scelta giusta. 

Quello che, tra le altre cose, preoccupa di domenica è la non reazione al pareggio del Parma e alla prevedibile sfuriata di Mancini all'intervallo (avrebbe potuto sfruttare tutti i quindici minuti per provare a svegliare i suoi giocatori e non avviarsi prima di loro in campo). Si è continuato a correre poco e male, forse solo Medel lo ha fatto quanto doveva. Mediocrità, sfortuna, centrocampo molle e poco forte fisicamente. Senza qualità e senza gli arrivi di un Lucas Leiva, per dirne una, era difficile migliorare la costruzione. Guarin ha il solo merito di una fisicità che a tratti fa la differenza, ma pochi neuroni per incanalarla con criterio. 

Già, il mercato. Mancini ha evitato di dichiarare che non lo ha soddisfatto del tutto. Non ha avuto tutto quelo che aveva chiesto ma era quasi impossibile viste le nostre condizioni finanziarie. Podolski e Shaqiri si sono dimostrati molto meno esterni di quel che si pensava e si cercava sul mercato. I restanti limiti della rosa sono rimasti intatti. I terzini  molto modesti e incapaci di svolgere entrambe le fasi ad alti livelli. Kovacic ed Hernanes non hanno trovato una collocazione in questa Inter. Nonostante abbia sbagliato anche lui, Vidic doveva giocare sempre accanto ad uno tra Ranocchia e Juan Jesus, troppo più inaffidabili e carenti in personalità. Se proprio dobbiamo giocare alti meglio JJ, che almeno può contare su una discreta velocità nei recuperi. Per concludere, ad oggi non abbiamo un modulo prestabilito e da fissare per crescere. Mancini deve ancora trovare la quadra dopo cinque mesi e lo dimostra il continuo cambiare più volte nell'arco della stessa partita. Mazzarri ha fatto quasi gli stessi punti, ma li ha fatti coprendosi e cercando di non prenderle. Non avevamo e non abbiamo i giocatori capaci di giocare in contropiede, con le giuste e letali caratteristiche. Ma se ci alziamo troppo e teniamo palla come vuole Mancini escono fuori tutti i limiti dietro e nella costruzione. Con la paura che subentra durante il match dopo aver rischiato o subito un gol poi, la difesa alta retrocede vertiginosamente ed è il panico. I centrocampisti non aiutano più e si aprono voragini per gli inserimenti da dietro degli avversari.

Roberto Mancini Mateo Kovacic InterCon questa rosa mediocre e sfiduciata difficile dire se è meglio o peggio provare a giocare un calcio più propositivo come fa Mancini. Il quale finora purtroppo ha deluso, forse pensando di trovare una situazione complessiva migliore e di poter spremere di più dai giocatori. Che presentano limiti tattici, di personalità e coraggio, quest'ultimo solo in parte ereditato dal modo di giocare di Mazzarri. E' scoppiata presto la bolla di sapone delle tre vittorie consecutive, e sono scoppiati i giocatori. E sembra regnare un po' di anarchia, in cui l'ultimo ventenne arrivato, Brozovic, dichiara con nonchalance: "Con cinque nuovi acquisti l'anno prossimo saremo lì alla pari con le prime della classe". Come a dire: sono appena arrivato, non ho dimostrato quasi niente ma io sono dentro al progetto e ho bisogno di qualche campione vicino a me. Campioni comunque già invocati da Mancini, quando forse era meglio aspettare giugno per fare determinate dichiarazioni e distrarre i giocatori che restano o partono.

Le domande a questo punto sono le seguenti. La clausola con cui Mancini può liberarsi a giugno c'è o no? Senza l'acquisto di campioni lui resta? E a noi conviene che lui resti, visto quel che ha raccolto finora in una squadra senza top player
Se questi giocatori non stanno dando il massimo, magari farli allenare il giorno di Pasqua alle 8:30 può indurli a dare di più. Ma se lo stanno già facendo può cambiare poco e niente. E' ora di decidere chi è da Inter e chi è l'allentore migliore per questa (e la prossima) Inter con questa congiuntura economica. E regolarsi di conseguenza.

Cristiano Esposito