Visualizzazione post con etichetta hernanes. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta hernanes. Mostra tutti i post

lunedì 25 maggio 2015

Genoa-Inter 2-3: si salvano solo Handanovic e l'attacco. Le pagelle

genoa inter marassi serie a 2014 2015
Handanovic 6: Deve dividere con Ranocchia le colpe del gol di Lestienne, ma proprio sul belga (e non solo) fa parate importanti.

D'Ambrosio 5,5: Si immola e salva al 32' ma sbaglia troppo e non contiene Lestienne.

Ranocchia 4 : Inguardabile, con la fascia di capitano poi... Fa girare un paio di volte Pavoletti senza muoversi, una di queste ci costa un gol. Cincischia come ai giardinetti sulla seconta rete genoana. Di testa la prende anche, ma la serve sempre tra i piedi degli avversari, mentre in campo aperto è oltrepassabile da qualunque essere vivente si trovi a passare dalle sue parti. E' sempre terrore quando la palla arriva dalle sue parti.

Juan Jesus 5,5: Fa più danni al centro della difesa che da terzino. Dopo nove minuti potrebbe già costarci un gol.

Nagatomo 5,5: Impalpabile, la solita confusione e indisciplina. Senza nemmeno un cross decente.

Brozovic 5,5: Una traversa, la palla persa malamente sul gol di Lestienne, un'altra volta va a vuoto clamorosamente, si becca il solito giallo. Ai punti Kucka lo straccia.

Shaqiri 5,5: Ciò che fa con la palla tra i piedi serve quasi sempre a poco.

Medel 5,5: Quasi segna dalla distanza, poi sbaglia sul gol di Pavoletti. A fine stagione va ringraziato per il cuore ma bisogna dirlo: non è da Inter, se arriva Touré che vada in panca.

Kovacic 6: Inizia con una certa vivacità ma in fase difensiva è non pervenuto. Non incide.

Hernanes 6: Ci mette quasi venti minuti per riuscire a toccare una palla. Poi il cross per il gol di Icardi, un palo, qualche tiro parato. Non salta sul gol di Kucka.

Palacio 6,5: Un gol, cuore e qualità. Come sempre. Ma anche uno scivolone in area su una
genoa inter marassi serie a 2014 2015 mancini
buonissima occasione.

Icardi 6,5: Segna e dà un buon assist a Palacio, ma si divora almeno un gol di testa.

Bonazzoli s.v.: Gioca un quarto d'ora dietro Icardi ma non si vede.

Puscas s.v.: Entra al 42', non tocca palla.

All. Mancini 6: Soliti errori che non sono colpa sua, ma ci mette troppo a cambiare nella ripresa. Il cambio modulo e l'abbondanza di punte messe dentro non sortiscono effetto alcuno.

Cristiano Esposito

martedì 12 maggio 2015

Lazio-Inter 1-2: Handanovic-Hernanes, il fondamentale fattore "H". Le pagelle

inter lazio stadio olimpico serie a 2014 2015
Handanovic 7: Su Klose la parata più importante, ma è anche il tedesco che sbaglia una conclusione che di solito non sbaglia mai. Pronto e reattivo anche su Biglia, Parolo e Candreva. Sul gol è coperto e non la vede partire.

D'Ambrosio 5,5: Non azzarda un dribbling che sia uno verso la linea di fondo: torna sempre indietro o si accentra. La lancia spezzata in suo favore sono i brutti clienti che girano dalle sue parti (un certo Felipe Anderson).

Ranocchia 6,5: Vaga in area senza criterio sul gol di Candreva, poi però salva miracolosamente su Parolo. E' abbastanza efficace, ma quando ha la palla tra i piedi non ispira quasi mai tranquillità.

Vidic 6,5: Lotta senza paura, comanda lui sulle palle alte ed è tra i primi tre giocatori del match per palloni toccati. Fondamentale in questo nostro filotto positivo.

inter lazio stadio olimpico serie a 2014 2015 HandanovicJuan Jesus 6: Candreva lo fa soffrire ma pensavo pure peggio. In avanti quasi non esiste come terzino.

Guarin 6: Perde subito un pallone interessante in area laziale con un sombrero improbabile. Poi corre e lotta, fino alla splendida punizione che lo fa infortunare.

Medel 6: Centralmente controlla Mauri che non è in partita. Per il resto tappa buchi qua e là con la solita corsa e grinta.

Kovacic 6: Sufficienza solo per l'assist ad Hernanes, ma fino ad allora vaga per il campo senza capirci un granché, nemmeno in superiorità numerica.

Hernanes 7,5: Non perfettamente continuo ma sempre illuminante nella posizione che finalmente si è ritagliato. Punizione di sinistro (dopo averne segnata anche una di destro in questo campionato) e gol in contropiede con una discreta progressione. Difficile chiedere di più, inizia a far valere i milioni sborsati per lui.

Icardi 5,5: Conquista e sbaglia il rigore, sciupa una occasione ghiottissima nel primo tempo. Una sponda involontaria e poco altro. Non una gran partita.

inter lazio stadio olimpico serie a 2014 2015 Hernanes ParoloPalacio 6,5: Non perde mai un pallone, prova a creare sempre scompiglio ai limiti dell'area. Tacco-velo per il gol vittoria di Hernanes.

Podolski 5,5: Due occasioni almeno buttate al vento, per indolenza o perché non si fida del suo destro. Solo una buona verticalizzazione per Nagatomo.

Nagatomo 6: Messo dentro per limitare le avanzate di Anderson anche con le cattive. Rispetto a D'Ambrosio arriva sul fondo e crossa, ma malissimo.

All. Mancini 6: Undici iniziale con tanta qualità, ma poteva togliere Juan Jesus per un terzino più offensivo e inserire qualcuno che corresse un po' di più dopo la seconda superiorità numerica. Gli dice comunque bene.

Cristiano Esposito

lunedì 11 maggio 2015

Lazio-Inter 1-2: il bello (e il brutto) dell'essere interisti

Inter Lazio Serie A 2014 2015 HernanesOnestamente, già nel pre-gara avevo pensato che dovesse succedere qualcosa di particolare per vincere ieri sera.  Ed è successo con i due rossi, sacrosanti. Cominciamo proprio dalla fine e dall'arbitro Massa. Lui e i suoi collaboratori non erano assolutamente in serata, ma Tare che si presenta alle telecamere a fine partita e si arrampica sugli specchi è apparso ampiamente ridicolo. Sì, il gol su punizione di Hernanes era da annullare, con Medel che partecipa attivamente in posizione di fuorigioco. Ma sul rosso a Marchetti continuare a dire che non c'era contatto dopo numerosi replay evidenti, e poi ad affermare che c'era ma troppo leggero per essere rigore (che regola è? c'è contatto e danno procurato!)... Proseguendo, Candreva era forse in fuorigioco con una porzione di testa, ma è roba di millimetri, nessuno scandalo qualunque cosa fosse stato fischiato o non fischiato. Piuttosto il buon Tare ha accidentalmente omesso i due rigori non fischiati all'Inter per il mani di Biglia e la vistosa trattenuta di Ciani a Icardi. Capita. Come capita che la partita venga decisa da episodi, comunque tutti indiscutibili, primo gol di Hernanes a parte. Resta il fatto che si è rivisto lo spettro di Udine quando con la doppia superiorità numerica non avevamo idea di come far male alla Lazio.
 
Inter Lazio Serie A 2014 2015 Hernanes Icardi
Partiamo male, è una delle poche volte nella gestione Mancini che vedo cedere il possesso palla e le redini del gioco all'avversario. Gli errori sono i soliti: Handanovic respinge su Candreva servendo un avversario  al 3', Guarin inizia a perdere palloni stupidi al 5'. All'ottavo siamo già sotto: D'Ambrosio serve maldestramente Anderson che regala l'assist a Candreva. Ranocchia e Vidic per le terre, Handanovic coperto non la vede partire e non può fare di più. Sfortuna, ma anche responsabilità nostre. Al 14' Icardi decide di stoppare prima di tirare e calcia comunque alle stelle da due passi. Lui è questo, prendere o lasciare. Tre minuti dopo Vidic (per il resto autore di una discreta partita) scivola a vuoto e ci fa tremare, Ranocchia salva di testa. Loro corrono tanto ma riusciamo a reagire. L'espulsione di Mauricio al 24', per fallo da ultimo uomo su Palacio, e il gol di Hernanes su punizione di sinistro con Medel in fuorigioco rimettono la gara sui binari giusti. Icardi e Palacio ci provano ancora, Ciani trattiene Maurito in area ma nessuno vede niente. La Lazio accusa il doppio colpo dell'espulsione e del pareggio più del previsto, rincula, ma non riusciamo ad approfittarne (e dovevamo, si sapeva che all'intervallo Pioli avrebbe risistemato la squadra). Kovacic latita, non sa dove giocare, D'Ambrosio non azzarda mai un dribbling verso il fondo. Al 44' Guarin tira talmente bene una punizione di interno che si fa male, non essendoci abituato. Sul successivo corner Vidic di testa va vicino al gol. Punizione deviata in corner anche per Biglia al 48'. Prima del rosso avevamo messo la testa in area avversaria solo una volta, ma rispetto ad Udine per ora si vede che abbiamo un uomo in più in campo.

Il Mancio mette Poldi per il Guaro. Iniziano loro all'attacco per ben sei minuti, poi al 14' Klose sbaglia una palla che solitamente non sbaglia mai e Handanovic la neutralizza. Due minuti dopo Marchetti si fa espellere e Icardi tira malissimo il rigore, sbagliandolo. Prima o poi doveva succedere, ma in questa occasione ha avuto proprio paura e ha perso la sua solita freddezza. Adesso con due uomini in più andiamo davvero in difficoltà, proprio come a Udine. Giallo assolutamente fuori luogo per Hernanes diffidato, che salta la Juve. Poi entra Nagatomo per D'Ambrosio (???). Il giapponese arriva pure alla linea di fondo,
Inter Lazio Serie A 2014 2015 Ranocchia Nagatomo
ma non sa crossare e quindi il tutto risulta inutile. A proposito di Massa e di Tare: al 26' Biglia già ammonito prima trattiene e poi applaude l'arbitro. Non succede nulla. Al 33' Podolski calcia docile tra le braccia di Berisha da buona posizione. Siamo quasi inoffensivi, Mancini non fa nessun cambio con gente che corra un po' di più. Loro sono tutti chiusi dietro e non è facile, Hernanes calcia alto e Poldi non si fida del destro vanificando l'azione. Proprio mentre invoco Shaqiri per un Kovacic fino a quel momento inesistente nelle due fasi, il croato mette la palla giusta in verticale per Hernanes. E' il 39' e siamo di nuovo davanti. C'è ancora tempo al 50' per il tiro di Brozovic deviato in corner, su assist di Icardi.
 
E' ancora durissima raggiungere l'Europa League e, come se non bastasse, non dipenderà solo da noi. Ma con questa Inter, come sempre, diventa possibile tutto e il contrario di tutto. E' il bello e il brutto dell'essere interisti.
 
Cristiano Esposito


LAZIO-INTER 1-2
Marcatori: Candreva (8'), Hernanes (26', 39' st)

LAZIO: 22 Marchetti; 8 Basta, 33 Mauricio, 2 Ciani, 26 Radu; 20 Biglia, 16 Parolo; 87 Candreva (32' st Keita), 6 Mauri (28' Braafheid), 7 Felipe Anderson; 11 Klose (17' st Berisha). A disposizione: 77 Strakosha, 9 Djordjevic, 17 Pereirinha, 18 Gentiletti, 23 Onazi, 24 Ledesma, 32 Cataldi, 34 Perea, 39 Cavanda. Allenatore: Stefano Pioli

INTER: 1 Handanovic; 33 D'Ambrosio (23' st Nagatomo), 23 Ranocchia, 15 Vidic, 5 Juan Jesus; 13 Guarin (1' st Podolski), 18 Medel, 10 Kovacic; 88 Hernanes; 8 Palacio (46' st Brozovic), 9 Icardi. A disposizione: 30 Carrizo, 6 Andreolli, 21 Santon, 26 Felipe, 27 Gnoukouri, 28 Puscas, 91 Shaqiri, 93 Dimarco, 97 Bonazzoli. Allenatore: Roberto Mancini

Ammoniti: D'Ambrosio (11'), Mauri (25'), Marchetti (27'), Hernanes (22' st), Biglia (26' st), Nagatomo (47' st) Espulsi: Mauricio (24'), Marchetti (16' st)
Recupero: 2' - 4'
Arbitro: Davide Massa (sez. arbitrale di Imperia) Assistenti: Passeri, Di Fiori IV Uomo: Musolino Addizionali: Damato, Condussio

giovedì 30 aprile 2015

Udinese-Inter 1-2: D'Ambrosio ci salva, Kovacic-Hernanes in ascesa. Le pagelle

udinese inter serie a 2014 2015Handanovic 6: Esce male nel finale e copre anche male il proprio palo quando D'Ambrosio salva. Sul gol di Di Natale forse non poteva fare di più.

D'Ambrosio 6,5: Salva su Kone evitandoci la beffa finale, per il resto corre e combatte, combinando anche qualcosina in fase di spinta.

Vidic 6: Comanda lui sulle palle alte senza preoccuparsi del taglio sul sopracciglio e lottando ruvidamente con Thereau. Incespica sul gol di Di Natale, unico contrattempo che però pesa.

Felipe 6: Rincalzo affidabile, nemmeno lui segue Di Natale sul gol del pareggio. Per il resto sbaglia poco, sta alto, imposta anche bene qualche azione.

Santon 6: Tenuto basso da Allan ma non solo, la sua è perlopiù una partita difensiva in cui resta a galla.

Guarin 6: Un giallo stupido dei suoi, alcune palle perse ingenuamente, qualche buona verticalizzazione. Giustamente sostituito per evitare brutte sorprese.

Medel 6: Meno lucido del solito, ai punti perde nettamente il duello con Allan. Qualche pallone prezioso però lo recupera.

Kovacic 6,5: Perde forse un solo pallone in fase di impostazione, sta capendo come giocare da mezzala. Arriva anche due volte al tiro, ogni tanto accelera e conquista il rigore.

Hernanes 6,5: Cinque tiri, rete sfiorata, tanti dribbling riusciti ma anche diversi sbagliati eccedendo. Quando soffriamo è tra i primi da prendere a sberle per come gigioneggia.

Gnoukouri 6: Quando entra mostra la solita personalità e sicurezza, sbrogliando anche qualche matassa.

udinese inter serie a 2014 2015 icardi hernanes
Icardi 6,5: Assist sul rigore, realizzato senza problemi con la sua glacialità. Poco appariscente ma siamo a 23 gol totali, niente da dire.

Palacio 6: Corre, si sfianca, contrasta, recupera e non perde mai un pallone. L'età avanza ma lui tiene botta. Cuore e generosità.

Podolski 6,5: Al secondo pallone toccato segna a 43 secondi dalla sua entrata in campo il primo gol con la maglia dell'Inter. Lampi di classe che finalmente si intravedono.

All. Mancini 6: Soffriamo come bestie in undici contro nove, la prepara bene ma poi all'intervallo doveva far capire meglio a tutti che non bisognava fare gli splendidi.

Cristiano Esposito

lunedì 27 aprile 2015

Inter-Roma 2-1: Daje, Inter!!!

Inter Roma Serie A
Finalmente torniamo a vincere con una "grande" messa abbastanza male, quando ormai il campionato volge alla fine. Gnoukouri ancora in campo, Shaqiri ancora fuori. Garcia piazza Ibarbo nella zona di Juan Jesus, avendo Ljajic out. Cominciamo tenendo palla e manovrando, le prime conclusioni sono di Brozovic e De Rossi, poi arriva il vantaggio di Hernanes al 16'. Una finta non velocissima ubriaca Holebas, interno sinistro piazzato e Inter davanti. Resta il dubbio sul fatto che De Sanctis potesse far meglio, ma non la certezza che ci sarà per Handanovic sul gol del pareggio. Capitan Ranocchia cerca l'assist alla Roma già al 19', Ibarbo prende il palo. Proprio quest'ultimo viene spostato da Garcia a destra per coprire meglio l'asse Brozovic-D'Ambrosio che sta creando qualche problema. Il croato intanto pennella due cross pessimi, ma riusciamo a contenere una loro eventuale reazione. La partita è bella, combattuta, abbastanza veloce, anche se le occasioni gol nitide scarseggiano. Al 42' Totti, come da tradizione, non viene ammonito per fallo su D'Ambrosio solo perché si chiama Totti.

Ad inizio ripresa noto un nuovo ordine nella nostra difesa, cosa impensabile fino ad un mese fa. Guarin serve Icardi in verticale al 7' ma Maurito spreca. Iniziamo a soffrire come mai in partita ma Florenzi al 13' ci grazia calciando alto in area. Non può graziarci anche Nainggolan cinque minuti dopo, che approfitta del pregevole (adesso sì) assist di Ranocchia che invece che spazzare via lo serve con rara precisione. Juan Jesus, che nel complesso ha saputo contenere i vari Ibarbo e Gervinho, si ricorda chi è e omette di marcare il centrocampista belga. Handanovic poi non accenna nemmeno a tentare l'intervento. Il resto lo fa un centrocampo completamente saltato a copertura della difesa. Dopo una punizione di Pjanic al 22', neutralizzata dalla premiata ditta Handanovic-Vidic, non subiamo più niente. Il Mancio mette dentro Kovacic per Brozovic per tenere più palla, ma Mateo sarà più efficace nel recuperare palloni. Al 27' Palacio fermato in offside inesistente: sarebbe andato in porta se avesse agganciato il pallone. Poi comincia lo show di Icardi, che divora un gol al 39' e poi quattro minuti dopo non sbaglia, su bell'assist di Podolski. Potrebbe segnare ancora Palacio al 47', ma il suo sinistro è alto.
Icardi Podolski Inter Roma

Vinciamo dopo 7 match una partita con la Roma, fatta di ritmo e voglia da parte di entrambe le squadre, ma anche di poche conclusioni in porta. La luce di Hernanes si accende e spegne ma almeno il Mancio ha capito che il suo meglio lo dà da trequartista. Ranocchia (il suo erroraccio passa in secondo piano solo grazie ai tre punti) e Juan Jesus ammoniti saltano l'Udinese, probabilmente rivedremo così Santon. A fine gara parole distensive di Icardi, segno che il rinnovo sta andando in porto. La Fiorentina perde in casa col Cagliari, ora il sesto posto che varrebbe l'Europa League dista solo quattro punti: sognare non costa niente.

Cristiano Esposito


INTER-ROMA 2-1 Marcatori: Hernanes (16'), Nainggolan (18' st), Icardi (43' st)

INTER: 1 Handanovic; 33 D'Ambrosio, 23 Ranocchia, 15 Vidic, 5 Juan Jesus; 13 Guarin (33' st Shaqiri), 27 Gnoukouri (42' st Podolski), 77 Brozovic (26' st Kovacic); 88 Hernanes; 8 Palacio, 9 Icardi. A disposizione: 30 Carrizo, 20 Obi, 21 Santon, 26 Felipe, 28 Puscas, 55 Nagatomo, 93 Dimarco, 96 Palazzi, 97 Bonazzoli. Allenatore: Roberto Mancini

ROMA: 26 De Sanctis; 24 Florenzi, 44 Manolas, 2 Yanga-Mbiwa, 25 Holebas; 15 Pjanic (33' st Iturbe), 16 De Rossi (43' st Doumbia), 4 Nainggolan; 19 Ibarbo, 10 Totti (9' st Keita), 27 Gervinho. A disposizione: 28 Skorupski, 3 Cole, 8 Ljajic, 32 Paredes, 33 Spolli, 35 Torosidis, 42 Balzaretti, 48 Uçan, 53 Verde. Allenatore: Rudi Garcia

Ammoniti: Palacio (20'), Yanga-Mbiwa (21'), Brozovic (10' st), Juan Jesus (21' st), Ranocchia (29' st), Gnoukouri (32' st), De Rossi (42' st), De Sanctis (46' st), Nainggolan (49' st), Handanovic (49' st)
 
Recupero: 1' - 4'
Arbitro: Orsato Assistenti: Manganelli, Preti IV uomo: Cariolato
Assistenti addizionali: Rizzoli, Fabbri

lunedì 13 aprile 2015

Hellas Verona-Inter 0-3: le pagelle. San Samir para e il Profeta risorge

Hellas Verona Inter 2014 2015Handanovic 7,5: Viene chiamato in causa dopo un'ora e risponde presente in grande stile. Almeno due belle parate oltre il rigore neutralizzato a Toni

D'Ambrosio 6,5: Grande partita al rientro dal primo minuto. Corre, spinge, effettua undici cross con una certa precisione. Dote rara per i nostri terzini.

Ranocchia 6,5: Doveva segnare di testa tutto solo davanti a Rafael. Ma fa il difensore: limita Toni ed effettua qualche buona chiusura.

Vidic 6,5: Perde un pallone sanguinoso ma effetua tante buone chiusure o spazzamenti d'area. Il rigore non c'è, non ha colpa. Poi lui viene dall'Inghilterra, dove queste cose assolutamente non esistono.

Juan Jesus 6: Soffre Jankovic in velocità, si riprende nel secondo tempo. Non è un terzino per ora, né in fase difensiva né in quella offensiva .

Guarin 6: Quasi non si vede e non si sente, soprattutto in fase offensiva. La discontinuità è il suo problema più grande. Severo e ingiusto il giallo che gli farà saltare il derby, ma ha rischiato appoggiando la testa sul petto di Tagliavento.

Medel 6,5: Mancini credeva di perdere lui per il derby, lo fa uscire quando ha perso gli altri due. Solita partita di lavoro sporco nell'ombra, prezioso e imprescindibile. Non sbaglia quando deve smistare il primo pallone in uscita. (dal 35' st Gnoukouri 6: lineare, ordinato, una buona apertura. Chi ben comincia...).

Brozovic 6: Non è quello delle prime uscite ma si fa sentire per corsa e contrasti. Prende il giallo che lo squalifica per il derby e sbaglia un gol non difficilissimo per lui.

Hernanes 7: Eccolo finalmente, nella posizione in cui può e deve fare la differenza. Va via in dribbling e in velocità, mette il piede nello 0-2, crea scompiglio e dà imprevediblità. (dal 43' st Felipe s.v.).

Hellas Verona Inter Hernanes
Palacio 7,5: Assist per il primo gol, realizza in prima persona il secondo. Con Icardi si trova che è un piacere e quando la squadra corre e funziona anche la sua prestazione sale di livello. (dal 35' st Kovacic s.v.)

Icardi 7: Tocca pochi palloni, alcuni li sbaglia per le lacune che ha ma aiuta la squadra ed è letale in fase di realizzazione. Sono già 21 gol in stagione e fornisce anche l'assist a Palacio.

All. Roberto Mancini 7: La strigliata funziona, il rombo con Hernanes trequartista pure. Riacquistiamo per un giorno cinismo, grinta, corsa e praticità.


HELLAS VERONA

Toni e Gomez in giornata no, anche perché ben neutralizzati dai nostri. Jankovic invece crea scompiglio in velocità. Funziona sufficientemente solo il centrocampo con Obbadi e Tachtsidis, per il resto ci aspettano e pagano dazio.

Rafael 5,5; Sala 5, 2 Rodriguez 5, 18 Moras 5, 3 Pisano 4,5; 8 Obbadi 6 (dal 36' st 27 Valoti sv), 77 Tachtsidis 5,5, 10 Hallfredsson 5,5 (dal 26' st 19 Greco 6); 21 Gomez 5,5 (dal 30' st Saviola 5,5), 9 Toni (C) 5, 11 Jankovic 6,5.

Cristiano Esposito

mercoledì 8 aprile 2015

Disquisizioni sul fattore "M": motivazioni, mediocrità, mercato, Mazzarri e Mancini

Inter Mancini Zanetti Ausilio
C'è chi ha parlato di mancanza di motivazioni riguardo l'imbelle prestazione dei nerazzurri contro il Parma. Le motivazioni non devono venire mai a mancare perché giochi nell'Inter e perché vieni regolarmente e profumatamente pagato. Cosa che non accade per i dignitosissimi giocatori del Parma, che di motivazioni sembravano averne di più di noi. Forse qualcuno dei nostri già sa che andrà via, qualcun altro è già tranquillo di restare. In entrambi casi è stato dannoso per la squadra farglielo capire.

Sempre in tema di motivazioni, non si capisce bene dalle immagini se Ranocchia dopo il gol rimproveri Puscas e compagni per qualche errore sul campo o perché non vengono a festeggiare tutti insieme il gol di Guarin. Il giovane attaccante ha dimostrato di non essere ancora pronto per la prima squadra e forse dare spazio dal primo minuto ad altri della primavera per quest'ultima tranche di campionato, come ha dichiarato di voler fare Mancini, non è la scelta giusta. 

Quello che, tra le altre cose, preoccupa di domenica è la non reazione al pareggio del Parma e alla prevedibile sfuriata di Mancini all'intervallo (avrebbe potuto sfruttare tutti i quindici minuti per provare a svegliare i suoi giocatori e non avviarsi prima di loro in campo). Si è continuato a correre poco e male, forse solo Medel lo ha fatto quanto doveva. Mediocrità, sfortuna, centrocampo molle e poco forte fisicamente. Senza qualità e senza gli arrivi di un Lucas Leiva, per dirne una, era difficile migliorare la costruzione. Guarin ha il solo merito di una fisicità che a tratti fa la differenza, ma pochi neuroni per incanalarla con criterio. 

Già, il mercato. Mancini ha evitato di dichiarare che non lo ha soddisfatto del tutto. Non ha avuto tutto quelo che aveva chiesto ma era quasi impossibile viste le nostre condizioni finanziarie. Podolski e Shaqiri si sono dimostrati molto meno esterni di quel che si pensava e si cercava sul mercato. I restanti limiti della rosa sono rimasti intatti. I terzini  molto modesti e incapaci di svolgere entrambe le fasi ad alti livelli. Kovacic ed Hernanes non hanno trovato una collocazione in questa Inter. Nonostante abbia sbagliato anche lui, Vidic doveva giocare sempre accanto ad uno tra Ranocchia e Juan Jesus, troppo più inaffidabili e carenti in personalità. Se proprio dobbiamo giocare alti meglio JJ, che almeno può contare su una discreta velocità nei recuperi. Per concludere, ad oggi non abbiamo un modulo prestabilito e da fissare per crescere. Mancini deve ancora trovare la quadra dopo cinque mesi e lo dimostra il continuo cambiare più volte nell'arco della stessa partita. Mazzarri ha fatto quasi gli stessi punti, ma li ha fatti coprendosi e cercando di non prenderle. Non avevamo e non abbiamo i giocatori capaci di giocare in contropiede, con le giuste e letali caratteristiche. Ma se ci alziamo troppo e teniamo palla come vuole Mancini escono fuori tutti i limiti dietro e nella costruzione. Con la paura che subentra durante il match dopo aver rischiato o subito un gol poi, la difesa alta retrocede vertiginosamente ed è il panico. I centrocampisti non aiutano più e si aprono voragini per gli inserimenti da dietro degli avversari.

Roberto Mancini Mateo Kovacic InterCon questa rosa mediocre e sfiduciata difficile dire se è meglio o peggio provare a giocare un calcio più propositivo come fa Mancini. Il quale finora purtroppo ha deluso, forse pensando di trovare una situazione complessiva migliore e di poter spremere di più dai giocatori. Che presentano limiti tattici, di personalità e coraggio, quest'ultimo solo in parte ereditato dal modo di giocare di Mazzarri. E' scoppiata presto la bolla di sapone delle tre vittorie consecutive, e sono scoppiati i giocatori. E sembra regnare un po' di anarchia, in cui l'ultimo ventenne arrivato, Brozovic, dichiara con nonchalance: "Con cinque nuovi acquisti l'anno prossimo saremo lì alla pari con le prime della classe". Come a dire: sono appena arrivato, non ho dimostrato quasi niente ma io sono dentro al progetto e ho bisogno di qualche campione vicino a me. Campioni comunque già invocati da Mancini, quando forse era meglio aspettare giugno per fare determinate dichiarazioni e distrarre i giocatori che restano o partono.

Le domande a questo punto sono le seguenti. La clausola con cui Mancini può liberarsi a giugno c'è o no? Senza l'acquisto di campioni lui resta? E a noi conviene che lui resti, visto quel che ha raccolto finora in una squadra senza top player
Se questi giocatori non stanno dando il massimo, magari farli allenare il giorno di Pasqua alle 8:30 può indurli a dare di più. Ma se lo stanno già facendo può cambiare poco e niente. E' ora di decidere chi è da Inter e chi è l'allentore migliore per questa (e la prossima) Inter con questa congiuntura economica. E regolarsi di conseguenza.

Cristiano Esposito