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lunedì 4 maggio 2015

Inter-Chievo 0-0: sufficienza solo per Handanovic e Vidic

Handanovic 6: Para su Meggiorini e Paloschi, ma niente di trascendentale. Decide di non muoversi, incomprensibilmente, sulla traversa di Biraghi.

D'Ambrosio 5,5: Impalpabile sia in fase difensiva che in quella offensiva.

Ranocchia 5: Fa paura in qualunque uno contro uno, dà sempre la sensazione di poter inventare un modo nuovo di farsi saltare o rinviare sui piedi degli avversari.

Vidic 6: Il migliore dietro, doveva e deve sempre giocare lì in mezzo. Sbaglia nulla o quasi e dà ordine al reparto.

Juan Jesus 5,5: La sua miglior prova da terzino sinistro finora, condita da un paio di cross decenti. In fase difensiva sbaglia ancora qualcosa.

Brozovic 5: L'involuzione continua. Ci mette agonismo e cattiveria, ma combina molto poco ed è impreciso.

Podolski 5,5: Inoffensivo.

Medel 5,5: Corre sempre tanto e quando vede che nessuno è in grado di impostare un'azione decente ci prova lui. Ma non è articolo suo e si vede.

Guarin 5: Irritante, poco intelligente nelle scelte, perde palloni e tira da ovunque (male). Non fosse per il corner che guadagna e da cui scaturisce il palo di Icardi sarebbe anche da 4,5.

Hernanes 5: Stanchissimo, lentissimo, quasi invisibile. Forse troppe partite ravvicinate per lui, va fatto riposare.

Shaqiri 5,5: Meglio di Hernanes quando gli subentra. Sfiora il gol ma non accende la luce al match nerazzurro.

Icardi  5,5: Un palo e una rovesciata fuori. Per il resto è il nulla: poco movimento, nessuno guizzo.

Palacio 5,5: Generosità e impegno, ma specie quando la squadra non gira non ha più l'età per far miracoli. Però quasi ci riesce con una travolgente azione personale.

Mancini 5: Non sveglia i suoi all'intervallo, non trova il modo di bucare il muro clivense, non capisce chi doveva tirare il fiato e chi inserire anche dall'inizio per fare almeno un gol.

Cristiano Esposito

mercoledì 29 aprile 2015

Udinese-Inter 1-2: lo spettro di Goitom che ci fa perdere anni di vita

henok goitom udinese inter
Io Henok Goitom non l'ho mai dimenticato. Come molte delle meteore che abbiamo creato. Il 19 febbraio 2005 entra in campo ventunenne in Udinese-Inter e dopo poco pareggia di testa per l'1-1 finale. Una presenza nell'Udinese, un gol. Poi non ha mai più messo un piede in un campo di calcio in Italia. Quando ho visto entrare ieri sera Perica, vent'anni ed alto quasi uguale, ho rivisto lo spettro di Goitom. Per fortuna è andata diversamente da dieci anni fa, ma è accaduta un'altra di quelle cose che sappiamo far accadere solo noi. Non so fino a che punto sia dna e fino a che punto immaturità, carenza di personalità, il non essere ancora squadra esperta. Fatto sta che dopo il secondo rosso udinese abbiamo cominciato a specchiarci, a giocare ben oltre i due tocchi professati da  Mancini, a fare complimenti per chi doveva segnare. Abbiamo giochicchiato come giocolieri che vogliono entrare in porta col pallone invece di buttarla giù da un po' più lontano.

Squadre schierate con un 4-3-1-2 a specchio, noi cominciamo pressando alti ma muovendoci poco senza palla. Nei primi venti minuti ci sono da segnalare solo una punizione di Hernanes e un giallo stupidissimo del mononeurone Guarin (fa bene il Mancio a toglierlo nella ripresa, con lui non si sa mai), che dopo poco perde una palla altrettanto stupida. Alla mezz'ora proprio il Guaro avvia un'azione verso Palacio che crossa per la testa di Hernanes: è out. Fisicamente stiamo bene (e anche loro), e si vede, ma abbiamo difficoltà ad arrivare a tirare in porta. Comandiamo comunque noi le operazioni e al 40' arriva il secondo giallo per Domizzi per fallo sul Profeta, che dopo due minuti ci prova da fuori sbagliando di poco. Allan tiene basso Santon, D'Ambrosio riesce a spingere un po' di più. Al 45' Guarin per Icardi, gran riflesso di Karnezis in corner, poi ancora Hernanes si fa parare da due passi.

Dopo venti secondi di gioco della ripresa è già rigore su Kovacic. Probabilmente non ci sarebbe perché il croato ha già tirato e non c'è danno procurato, ma l'intervento è scomposto e maldestro. Peccato che nel dopopartita a Sky parlino solo e soltanto di questo "dimenticando" un attimo un attimo del rigore di Allan su Hernanes nel primo tempo, del gol di tacco buono di Icardi annullato per un fuorigioco che non c'è perché a passargliela è un giocatore dell'Udinese e del secondo giallo sacrosanto che andava sventolato a Pinzi al 35' della ripresa per fallo su Santon (non è che sia prevista pietà dal regolamento per una squadra in nove). E Strama sbaglia anche  a lamentarsi del  rosso a Badu, che mima un cazzotto sul viso di Rocchi e gli accenna due sputi. Ad ogni modo Icardi realizza il penalty e conferma la sua freddezza da killer. Due minuti e da veri polli prendiamo in contropiede (in superiorità numerica nostra) il gol del pari da Di Natale, che non sbaglia mai. Medel aspetta chissà cosa a contrastare Allan e la frittata è fatta. Proviamo a rimettere la testa davanti con Kovacic e Guarin, mentre dall'altra parte Pasquale sbaglia misura per nostra fortuna. L'Udinese sembra prendere coraggio ma intanto Palacio gioca a colpire Karnezis, Badu viene espulso tra urla, sputazzate e simlazioni di manate, e poi Podolski appena entrato segna al 20' sugli sviluppi di un corner. Stasera è lui Goitom ma io ancora non lo posso sapere. Rocchi continua il suo horror show non dando corner su tiro di D'Ambrosio al 22' e ammonendo Podolski per proteste quando avevano provato a
podolski udinese inter serie a
togliergli la maglietta. E' a questo punto che cominciamo a fare gli splendidi, con Hernanes in primis che esagera con dribbling e boiate varie, anche se potremmo segnare ancora proprio con lui, Podolski e Santon. Riusciamo a subire contropiede con due uomini in più, a spendere ammonizioni per mettere pezze (Palacio) contro un Udinese dal cuore grande e con un Allan mostruoso (prendiamolo!), che straccia Medel nel confronto diretto (11 tackle vinti a 2). Iniziamo ad avere paura come al Camp Nou nel 2010, solo che davanti non c'è nemmeno il nonno monogamba di Messi. Anche Palacio passa indietro invece di tirare, perdiamo palloni ingenui, Handanovic esce male. Succede di tutto insomma, anche che Icardi segna di tacco un gol buono che viene annullato. Nei secondi finali dobbiamo rignraziare D'Ambrosio che si immola e copre un Handanovic mal piazzato sul suo palo. Gestiamo malissimo una situazione sulla carta elementare, noi tifosi perdiamo alcuni anni di vita ma Goitom resta dov'è e la portiamo a casa senza sapere come. Santon a fine partita ha il coraggio di dire che abbiamo sofferto "un po'", ma non è credibile perché la barba è diventata bianca anche a lui. Ventidue tiri, un solo gol su azione realizzato. Cancelliamo subito questa partita e ripartiamo da stasera, gufando le partite che ci interessano.

Cristiano Esposito

martedì 28 aprile 2015

Pagelle di Inter-Roma 2-1: La rinascita di Hernanes e Vidic

Handanovic 5,5: Fa qualche parata discreta ma non si muove sul gol. Il non andare giù rapidamente sa di indolenza e non va bene.

D'Ambrosio 5,5: Si vede poco, soffre più di Juan Jesus sull'altra fascia, non spinge mai fin sul fondo. Non si arrende ma non sempre basta.

Ranocchia 5,5: Annulla un Totti modesto, sulle palle alte comanda lui ma cerca due assist agli avversari di cui uno frutta il pari alla Roma.

Vidic 6,5: Protagonista di diagonali efficaci che neutralizzano Gervinho e di un ordine che in difesa mancava da un bel po'. Attento e con abnegazione, il sacrificato al centro della difesa non dovrebbe essere mai lui.

Juan Jesus 6: Sbaglia meno del solito, non gioca nemmeno male, contiene Ibarbo e Gervinho. Ma non marca Nainggolan sul gol.

Gnoukouri 6,5: Grande personalità, lucidità, buona impostazione dell'azione. Sa anche come e quando spendere un fallo da ammonizione. Ora cerchiamo di non vendere anche lui e crediamoci.

Guarin 6: Gran partita difensiva, non pervenuto in fase offensiva. Ma mette due palle interessanti per Icardi in verticale.

Brozovic 5,5: E' calato dopo le prime partite, in prestazioni e personalità. Sta cercando la sua dimensione nel nostro campionato e si limita a svolgere il compitino. Autore di due cross davvero pessimi, non inquadra mai la porta, troppo falloso.

Hernanes 7: Buona condizione fisica e terza gara di fila in grande spolvero, finalmente anche con un gol dei suoi. Shaqiri per ora non gli toglie il posto, nemmeno per scherzo.

Palacio 6,5: Si allarga per far inserire i centrocampisti e non far offendere Florenzi. Ma più che altro corre come un dannato e fa tanta legna, senza avere più la lucidità necessaria in area di rigore.

Icardi 7: Il killer sonnecchia per tutto il match, divora un paio di reti ma poi realizza il gol della vittoria in maniera nemmeno tanto scontata. Senza i limiti che ha sarebbe davvero un top player, ma sono già 17 e chi segna ha sempre ragione.

Kovacic 6: Messo dentro per tenere il possesso palla e dare qualità alla manovra, recupera più che altro palloni alla Medel. Ma basta per ricevere gli applausi di San Siro.

Shaqiri 6: Gioca poco più di un quarto d'ora ma nella vittoria c'è anche qualcosa di suo. Icardi non gli passa palla quando è in buona posizione.

Podolski 6,5: Un assist decisivo per il gol di Icardi, il secondo da quando gioca con noi. Non ha ancora segnato ma incide anche così.

All. Mancini 7: Rischia inserendo tanti attaccanti e cercando i tre punti con la qualità. Soffriamo solo una ventina di minuti del secondo tempo ma stiamo crescendo, eccome.

Cristiano Esposito

lunedì 27 aprile 2015

Inter-Roma 2-1: Daje, Inter!!!

Inter Roma Serie A
Finalmente torniamo a vincere con una "grande" messa abbastanza male, quando ormai il campionato volge alla fine. Gnoukouri ancora in campo, Shaqiri ancora fuori. Garcia piazza Ibarbo nella zona di Juan Jesus, avendo Ljajic out. Cominciamo tenendo palla e manovrando, le prime conclusioni sono di Brozovic e De Rossi, poi arriva il vantaggio di Hernanes al 16'. Una finta non velocissima ubriaca Holebas, interno sinistro piazzato e Inter davanti. Resta il dubbio sul fatto che De Sanctis potesse far meglio, ma non la certezza che ci sarà per Handanovic sul gol del pareggio. Capitan Ranocchia cerca l'assist alla Roma già al 19', Ibarbo prende il palo. Proprio quest'ultimo viene spostato da Garcia a destra per coprire meglio l'asse Brozovic-D'Ambrosio che sta creando qualche problema. Il croato intanto pennella due cross pessimi, ma riusciamo a contenere una loro eventuale reazione. La partita è bella, combattuta, abbastanza veloce, anche se le occasioni gol nitide scarseggiano. Al 42' Totti, come da tradizione, non viene ammonito per fallo su D'Ambrosio solo perché si chiama Totti.

Ad inizio ripresa noto un nuovo ordine nella nostra difesa, cosa impensabile fino ad un mese fa. Guarin serve Icardi in verticale al 7' ma Maurito spreca. Iniziamo a soffrire come mai in partita ma Florenzi al 13' ci grazia calciando alto in area. Non può graziarci anche Nainggolan cinque minuti dopo, che approfitta del pregevole (adesso sì) assist di Ranocchia che invece che spazzare via lo serve con rara precisione. Juan Jesus, che nel complesso ha saputo contenere i vari Ibarbo e Gervinho, si ricorda chi è e omette di marcare il centrocampista belga. Handanovic poi non accenna nemmeno a tentare l'intervento. Il resto lo fa un centrocampo completamente saltato a copertura della difesa. Dopo una punizione di Pjanic al 22', neutralizzata dalla premiata ditta Handanovic-Vidic, non subiamo più niente. Il Mancio mette dentro Kovacic per Brozovic per tenere più palla, ma Mateo sarà più efficace nel recuperare palloni. Al 27' Palacio fermato in offside inesistente: sarebbe andato in porta se avesse agganciato il pallone. Poi comincia lo show di Icardi, che divora un gol al 39' e poi quattro minuti dopo non sbaglia, su bell'assist di Podolski. Potrebbe segnare ancora Palacio al 47', ma il suo sinistro è alto.
Icardi Podolski Inter Roma

Vinciamo dopo 7 match una partita con la Roma, fatta di ritmo e voglia da parte di entrambe le squadre, ma anche di poche conclusioni in porta. La luce di Hernanes si accende e spegne ma almeno il Mancio ha capito che il suo meglio lo dà da trequartista. Ranocchia (il suo erroraccio passa in secondo piano solo grazie ai tre punti) e Juan Jesus ammoniti saltano l'Udinese, probabilmente rivedremo così Santon. A fine gara parole distensive di Icardi, segno che il rinnovo sta andando in porto. La Fiorentina perde in casa col Cagliari, ora il sesto posto che varrebbe l'Europa League dista solo quattro punti: sognare non costa niente.

Cristiano Esposito


INTER-ROMA 2-1 Marcatori: Hernanes (16'), Nainggolan (18' st), Icardi (43' st)

INTER: 1 Handanovic; 33 D'Ambrosio, 23 Ranocchia, 15 Vidic, 5 Juan Jesus; 13 Guarin (33' st Shaqiri), 27 Gnoukouri (42' st Podolski), 77 Brozovic (26' st Kovacic); 88 Hernanes; 8 Palacio, 9 Icardi. A disposizione: 30 Carrizo, 20 Obi, 21 Santon, 26 Felipe, 28 Puscas, 55 Nagatomo, 93 Dimarco, 96 Palazzi, 97 Bonazzoli. Allenatore: Roberto Mancini

ROMA: 26 De Sanctis; 24 Florenzi, 44 Manolas, 2 Yanga-Mbiwa, 25 Holebas; 15 Pjanic (33' st Iturbe), 16 De Rossi (43' st Doumbia), 4 Nainggolan; 19 Ibarbo, 10 Totti (9' st Keita), 27 Gervinho. A disposizione: 28 Skorupski, 3 Cole, 8 Ljajic, 32 Paredes, 33 Spolli, 35 Torosidis, 42 Balzaretti, 48 Uçan, 53 Verde. Allenatore: Rudi Garcia

Ammoniti: Palacio (20'), Yanga-Mbiwa (21'), Brozovic (10' st), Juan Jesus (21' st), Ranocchia (29' st), Gnoukouri (32' st), De Rossi (42' st), De Sanctis (46' st), Nainggolan (49' st), Handanovic (49' st)
 
Recupero: 1' - 4'
Arbitro: Orsato Assistenti: Manganelli, Preti IV uomo: Cariolato
​Assistenti addizionali: Rizzoli, Fabbri

martedì 7 aprile 2015

Mediocrità e sfortuna: finora è la peggiore Inter dal 1994 a oggi

Internazionale Football Club 1994 1995Nell’era dei tre punti a vittoria, non c’è stata Inter peggiore di questa dopo 29 giornate. Solo 38 i punti raccolti dai due padri, Walter Mazzarri e Roberto Mancini (in ordine temporale). Peggio anche dei 40 affastellati nel 1998-99 dalla seconda peggior Inter di quest’epoca. Era l’anno dei quattro allenatori (Gigi Simoni, Mircea Lucescu, Luciano Castellini e Roy Hodgson), era l’anno in cui in rosa c’erano Ronaldo, Djorkaeff, Simeone, Pagliuca, Pirlo e Bergomi tra gli altri. 

Le partite senza vittorie sono 7 consecutive (3 pareggi e 4 sconfitte), in campionato un applauso manca dal 23 febbraio, 2-1 a Cagliari. L’ultimo successo al Meazza (sempre in campionato) manca invece dall’8 febbraio, 3-0 al Palermo. Visto che la prossima gara si giocherà a Verona in casa dell’Hellas, per un eventuale ritorno al sorriso davanti ai tifosi nerazzurri bisognerà attendere il 19 aprile, giorno del derby. E allora saranno trascorsi 70 giorni. Un’eternità.

Nona è la posizione in classifica (esattamente come nel 1998-99) e 9 sono le vittorie ottenute dall’inizio del campionato (record negativo dopo 29 giornate). Al Meazza l'Inter non è riuscita a battere le ultime tre della classifica. Contro Parma, Cesena e Cagliari ha raccolto solo 2 punti su 9 (pareggiando contro emiliani e romagnoli). Cinque le vittorie casalinghe, contro Sassuolo, Atalanta, Sampdoria, Genoa e Palermo (nell’epoca dei tre punti altro dato negativo da primato).
E il finale di campionato non è affatto in discesa. Dopo la trasferta di Verona, ecco la doppietta Milan-Roma in sette giorni. E poi, a maggio, l’altra doppietta asfissiante contro Lazio (a Roma) e Juventus (nuovamente in casa). 

Fonte: Gazzetta.it