Visualizzazione post con etichetta mancini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mancini. Mostra tutti i post

lunedì 25 maggio 2015

Genoa-Inter 2-3: si salvano solo Handanovic e l'attacco. Le pagelle

genoa inter marassi serie a 2014 2015
Handanovic 6: Deve dividere con Ranocchia le colpe del gol di Lestienne, ma proprio sul belga (e non solo) fa parate importanti.

D'Ambrosio 5,5: Si immola e salva al 32' ma sbaglia troppo e non contiene Lestienne.

Ranocchia 4 : Inguardabile, con la fascia di capitano poi... Fa girare un paio di volte Pavoletti senza muoversi, una di queste ci costa un gol. Cincischia come ai giardinetti sulla seconta rete genoana. Di testa la prende anche, ma la serve sempre tra i piedi degli avversari, mentre in campo aperto è oltrepassabile da qualunque essere vivente si trovi a passare dalle sue parti. E' sempre terrore quando la palla arriva dalle sue parti.

Juan Jesus 5,5: Fa più danni al centro della difesa che da terzino. Dopo nove minuti potrebbe già costarci un gol.

Nagatomo 5,5: Impalpabile, la solita confusione e indisciplina. Senza nemmeno un cross decente.

Brozovic 5,5: Una traversa, la palla persa malamente sul gol di Lestienne, un'altra volta va a vuoto clamorosamente, si becca il solito giallo. Ai punti Kucka lo straccia.

Shaqiri 5,5: Ciò che fa con la palla tra i piedi serve quasi sempre a poco.

Medel 5,5: Quasi segna dalla distanza, poi sbaglia sul gol di Pavoletti. A fine stagione va ringraziato per il cuore ma bisogna dirlo: non è da Inter, se arriva Touré che vada in panca.

Kovacic 6: Inizia con una certa vivacità ma in fase difensiva è non pervenuto. Non incide.

Hernanes 6: Ci mette quasi venti minuti per riuscire a toccare una palla. Poi il cross per il gol di Icardi, un palo, qualche tiro parato. Non salta sul gol di Kucka.

Palacio 6,5: Un gol, cuore e qualità. Come sempre. Ma anche uno scivolone in area su una
genoa inter marassi serie a 2014 2015 mancini
buonissima occasione.

Icardi 6,5: Segna e dà un buon assist a Palacio, ma si divora almeno un gol di testa.

Bonazzoli s.v.: Gioca un quarto d'ora dietro Icardi ma non si vede.

Puscas s.v.: Entra al 42', non tocca palla.

All. Mancini 6: Soliti errori che non sono colpa sua, ma ci mette troppo a cambiare nella ripresa. Il cambio modulo e l'abbondanza di punte messe dentro non sortiscono effetto alcuno.

Cristiano Esposito

domenica 24 maggio 2015

Genoa-Inter 3-2: Asini (senza offesa per gli asini)

asini inter genoa serie a 2014 2015Per assurdo, dopo tutti gli scempi compiuti, avevamo ancora una piccola possibilità di entrare in Europa League. Ma non lo meritavamo e non lo meritiamo, perché abbiamo troppi ASINI in campo. Riusciamo a spegnere quest'ultimo lumicino in una partita che a vederla da spettatori neutrali sarebbe stata pure divertente. Ma da tifosi ti spappola il fegato. Tra l'altro non so quanto questo possa rappresentare uno spot per il nostro calcio, pieno di errori e topiche clamorose com'è apparso.

Fin dalle prime battute si evince un buon ritmo, ed anche che Lestienne farà del grande capitan Ranocchia quello che vorrà. Proprio il belga impegna Handanovic per la prima volta al quinto minuto, mentre la loro intensità comincia ad annullarci o quasi. Non azzecchiamo due passaggi di fila. Ci rendiamo però moderatamente pericolosi con Brozovic di testa all'ottavo e con Medel dalla distanza al quattordicesimo. In mezzo un miracolo di Handa ancora su Lestienne, dopo uno dei nostri errori da ASINI di Juan Jesus. Tagliavento non fischia rigore nemmeno per sbaglio per un mani di Burdisso discutibile, poi al 18' Hernanes riesce a toccare il primo pallone calciando una punizione deplorevole. Un minuto dopo passiamo in vantaggio, di culo, con Icardi, che nonostante sia un giocatore limitato segna proprio tanto, in un modo o nell'altro. Handanovic salva su Kucka ma niente può al 24' su Pavoletti: ASINO Medel buca la scivolata e Ranocchia fa girare l'attaccante genoano con tutta la calma di questo mondo. Il nostro "capitano" ASINISSIMO, oggi più che mai, è imbarazzante. Di testa la prende anche, ma la serve sempre tra i piedi degli avversari, mentre in campo aperto è oltrepassabile da qualunque essere vivente si trovi a passare dalle sue parti. Rischiamo ancora, fortunatamente Pavoletti non vede l'inserimento di Bertolacci. Alla mezz'ora passiamo in vantaggio con Palacio servito bene da Icardi. Le difese sono apertissime e si vedono tanti capovolgimenti di fronte. Soffriamo: al 32' D'Ambrosio deve immolarsi e un minuto dopo Pavoletti prende una traversa. Ranocchia lo fa ancora una volta girare tranquillamente ed è l'immagine della nostra difesa: alta e molle. Stabiliamo un altro record: due gol annullati a Icardi per fuorigioco in pochi secondi, il secondo dei quali molto dubbio. Certo è che sono annoverabili tra quegli offside che i guardalinee riescono a vedere solo a noi. Al 41' Brozovic perde una palla da ASINO puro, Handanovic e Ranocchia non sono da meno e Lestienne pareggia. Non si capisce se Handa abbia chiamato o no il pallone ma i due sarebbero da internare all'istante. O da riportare nella stalla. All'intervallo Zazzaroni twitta: "Ranocchia sta diventando un caso umano".

Succede molto meno nella ripresa. Kucka tira da fuori, Palacio scivola al 13' in una buona occasione. Al 24' ASINO Brozovic (quello che appena arrivato diceva che con cinque innesti lotteremo per lo scudetto: ma con lui in campo?) ancora a vuoto e Handanovic salva su Bertolacci. Due minuti dopo Nicky Burdisso di testa ci grazia. Ma come diavolo marchiamo? Ma cosa aspetta il Mancio a cambiare qualcosa? Arriviamo al tiro soltanto alla mezz'ora, quando in un'azione fantozziana Hernanes prende il palo e Brozovic la traversa. Qui si tratta di qualche macumba contro di noi, altrimenti non si spiega. Entrano, ora sì, Shaqiri per Brozovic e Bonazzoli per un Palacio sfinito (Podolski ufficialmente è infortunato...): passiamo al 4-2-3-1, con Hernanes largo (???) e Bonazzoli centrale dietro Icardi. Hernanes parato in angolo al 36', un minuto dopo Icardi la mette fuori di testa pur potendo far meglio. Esce un Iago Falque fortunatamente non in giornata. Ultimo cambio: Puscas per D'Ambrosio. Ma con troppi ASINI in squadra non è questione di moduli, posizioni, schemi e obiettivi. Rincon riesce a non prendere un giallo nemmeno al
genoa inter serie a 2014 2015 icardi burdisso
centesimo fallo, poi Kucka al 44' segna di testa indisturbato, con l'ASINO Hernanes che ritiene inutile saltare a contrastarlo. Tagliavento chiude il nostro meraviglioso sabato sera non fischiando rigore su Icardi che prende un calcione da dietro da Burdisso. Siamo ASINI, ASINISSIMI, e va bene. Ma massacrarci così fino all'ultima giornata mi pare francamente troppo. Pure Kucka che calpesta Kovacic e scalcia ripetutamente Hernanes sulla linea del fallo laterale e non viene spedito sotto la doccia ha dell'incredibile. Si prende solo un ridicolo giallo in combutta con Brozovic.
Meno male che è quasi finita, dai. Pure la vendetta degli "ex" Gasperini e Kucka dovevamo vedere quest'anno. Il Mancio, intanto, non dà colpe a nessuno. Lui è contento della squadra e della sua mentalità. E' un modo per non infierire sui tanti ASINI di questa squadra o davvero non c'è nessuno con cui prendersela?

Cristiano Esposito


GENOA-INTER 3-2  
Marcatori: Icardi (19'), Pavoletti (24'), Palacio (30'), Lestienne (42'), Kucka (89')
 
GENOA: 1 Perin; 14 Roncaglia, 8 Burdisso, 4 De Maio; 21 Edenilson (48' st Tambè), 88 Rincon, 91 Bertolacci, 33 Kucka; 24 Iago Falque (40' st Izzo), 19 Pavoletti, 16 Lestienne (32' st Laxalt). A disposizione: 23 Lamanna, 39 Sommariva, 10 Perotti, 20 Tino Costa, 35 Soprano, 37 Panico, 38 Mandragora. Allenatore: Gian Piero Gasperini
 
INTER: 1 Handanovic; 33 D'Ambrosio 28 (41' st Puscas), 23 Ranocchia, 5 Juan Jesus, 55 Nagatomo; 10 Kovacic, 18 Medel, 77 Brozovic (32' st Shaqiri); 88 Hernanes; 8 Palacio (32' st Bonazzoli), 9 Icardi. A disposizione: 30 Carrizo, 6 Andreolli, 14 Campagnaro, 17 Kuzmanovic, 20 Obi, 21 Santon, 26 Felipe, 27 Gnoukouri, 54 Donkor. Allenatore: Roberto Mancini
 
Ammoniti: Hernanes (38'), Kucka (44'), Brozovic (44') , De Maio (17' st), D'Ambrosio (19' st), Juan Jesus (42' st), Roncaglia (45' st)
 
Arbitro: Paolo Tagliavento (sez. arbitrale di Terni) 
Assistenti: Dobosz e Marrazzo  
IV Uomo: Vivenzi  
Addizionali: Peruzzo e Tommasi
  

lunedì 11 maggio 2015

Lazio-Inter 1-2: il bello (e il brutto) dell'essere interisti

Inter Lazio Serie A 2014 2015 HernanesOnestamente, già nel pre-gara avevo pensato che dovesse succedere qualcosa di particolare per vincere ieri sera.  Ed è successo con i due rossi, sacrosanti. Cominciamo proprio dalla fine e dall'arbitro Massa. Lui e i suoi collaboratori non erano assolutamente in serata, ma Tare che si presenta alle telecamere a fine partita e si arrampica sugli specchi è apparso ampiamente ridicolo. Sì, il gol su punizione di Hernanes era da annullare, con Medel che partecipa attivamente in posizione di fuorigioco. Ma sul rosso a Marchetti continuare a dire che non c'era contatto dopo numerosi replay evidenti, e poi ad affermare che c'era ma troppo leggero per essere rigore (che regola è? c'è contatto e danno procurato!)... Proseguendo, Candreva era forse in fuorigioco con una porzione di testa, ma è roba di millimetri, nessuno scandalo qualunque cosa fosse stato fischiato o non fischiato. Piuttosto il buon Tare ha accidentalmente omesso i due rigori non fischiati all'Inter per il mani di Biglia e la vistosa trattenuta di Ciani a Icardi. Capita. Come capita che la partita venga decisa da episodi, comunque tutti indiscutibili, primo gol di Hernanes a parte. Resta il fatto che si è rivisto lo spettro di Udine quando con la doppia superiorità numerica non avevamo idea di come far male alla Lazio.
 
Inter Lazio Serie A 2014 2015 Hernanes Icardi
Partiamo male, è una delle poche volte nella gestione Mancini che vedo cedere il possesso palla e le redini del gioco all'avversario. Gli errori sono i soliti: Handanovic respinge su Candreva servendo un avversario  al 3', Guarin inizia a perdere palloni stupidi al 5'. All'ottavo siamo già sotto: D'Ambrosio serve maldestramente Anderson che regala l'assist a Candreva. Ranocchia e Vidic per le terre, Handanovic coperto non la vede partire e non può fare di più. Sfortuna, ma anche responsabilità nostre. Al 14' Icardi decide di stoppare prima di tirare e calcia comunque alle stelle da due passi. Lui è questo, prendere o lasciare. Tre minuti dopo Vidic (per il resto autore di una discreta partita) scivola a vuoto e ci fa tremare, Ranocchia salva di testa. Loro corrono tanto ma riusciamo a reagire. L'espulsione di Mauricio al 24', per fallo da ultimo uomo su Palacio, e il gol di Hernanes su punizione di sinistro con Medel in fuorigioco rimettono la gara sui binari giusti. Icardi e Palacio ci provano ancora, Ciani trattiene Maurito in area ma nessuno vede niente. La Lazio accusa il doppio colpo dell'espulsione e del pareggio più del previsto, rincula, ma non riusciamo ad approfittarne (e dovevamo, si sapeva che all'intervallo Pioli avrebbe risistemato la squadra). Kovacic latita, non sa dove giocare, D'Ambrosio non azzarda mai un dribbling verso il fondo. Al 44' Guarin tira talmente bene una punizione di interno che si fa male, non essendoci abituato. Sul successivo corner Vidic di testa va vicino al gol. Punizione deviata in corner anche per Biglia al 48'. Prima del rosso avevamo messo la testa in area avversaria solo una volta, ma rispetto ad Udine per ora si vede che abbiamo un uomo in più in campo.

Il Mancio mette Poldi per il Guaro. Iniziano loro all'attacco per ben sei minuti, poi al 14' Klose sbaglia una palla che solitamente non sbaglia mai e Handanovic la neutralizza. Due minuti dopo Marchetti si fa espellere e Icardi tira malissimo il rigore, sbagliandolo. Prima o poi doveva succedere, ma in questa occasione ha avuto proprio paura e ha perso la sua solita freddezza. Adesso con due uomini in più andiamo davvero in difficoltà, proprio come a Udine. Giallo assolutamente fuori luogo per Hernanes diffidato, che salta la Juve. Poi entra Nagatomo per D'Ambrosio (???). Il giapponese arriva pure alla linea di fondo,
Inter Lazio Serie A 2014 2015 Ranocchia Nagatomo
ma non sa crossare e quindi il tutto risulta inutile. A proposito di Massa e di Tare: al 26' Biglia già ammonito prima trattiene e poi applaude l'arbitro. Non succede nulla. Al 33' Podolski calcia docile tra le braccia di Berisha da buona posizione. Siamo quasi inoffensivi, Mancini non fa nessun cambio con gente che corra un po' di più. Loro sono tutti chiusi dietro e non è facile, Hernanes calcia alto e Poldi non si fida del destro vanificando l'azione. Proprio mentre invoco Shaqiri per un Kovacic fino a quel momento inesistente nelle due fasi, il croato mette la palla giusta in verticale per Hernanes. E' il 39' e siamo di nuovo davanti. C'è ancora tempo al 50' per il tiro di Brozovic deviato in corner, su assist di Icardi.
 
E' ancora durissima raggiungere l'Europa League e, come se non bastasse, non dipenderà solo da noi. Ma con questa Inter, come sempre, diventa possibile tutto e il contrario di tutto. E' il bello e il brutto dell'essere interisti.
 
Cristiano Esposito


LAZIO-INTER 1-2
Marcatori: Candreva (8'), Hernanes (26', 39' st)

LAZIO: 22 Marchetti; 8 Basta, 33 Mauricio, 2 Ciani, 26 Radu; 20 Biglia, 16 Parolo; 87 Candreva (32' st Keita), 6 Mauri (28' Braafheid), 7 Felipe Anderson; 11 Klose (17' st Berisha). A disposizione: 77 Strakosha, 9 Djordjevic, 17 Pereirinha, 18 Gentiletti, 23 Onazi, 24 Ledesma, 32 Cataldi, 34 Perea, 39 Cavanda. Allenatore: Stefano Pioli

INTER: 1 Handanovic; 33 D'Ambrosio (23' st Nagatomo), 23 Ranocchia, 15 Vidic, 5 Juan Jesus; 13 Guarin (1' st Podolski), 18 Medel, 10 Kovacic; 88 Hernanes; 8 Palacio (46' st Brozovic), 9 Icardi. A disposizione: 30 Carrizo, 6 Andreolli, 21 Santon, 26 Felipe, 27 Gnoukouri, 28 Puscas, 91 Shaqiri, 93 Dimarco, 97 Bonazzoli. Allenatore: Roberto Mancini

Ammoniti: D'Ambrosio (11'), Mauri (25'), Marchetti (27'), Hernanes (22' st), Biglia (26' st), Nagatomo (47' st) Espulsi: Mauricio (24'), Marchetti (16' st)
Recupero: 2' - 4'
Arbitro: Davide Massa (sez. arbitrale di Imperia) Assistenti: Passeri, Di Fiori IV Uomo: Musolino Addizionali: Damato, Condussio

lunedì 4 maggio 2015

Inter-Chievo 0-0: il prato di San Siro è un posto tranquillo per i colombi

colombi san siro interCaro Mancio, ti stimo come uomo e come allenatore ma oggi ti sei proprio perso. In conferenza prima del match dichiari che tutto o quasi passa dalla partita col Chievo. A fine gara minimizzi e dici che cambia poco e nulla, che tanto le prossime partite sono più facili perché giochiamo con squadre più aperte. Adesso vediamo quanti punti facciamo con Lazio e Juventus. Hai anche affermato che giocando così a Roma vinceremo???
Il tuo staff, vorrei proprio conoscere chi ne fa parte e sapere tu che partita hai visto, scrive su Twitter che abbiamo tirato ventiquattro volte nello specchio. Cheee? Confondono con i tiri totali, quelli nello specchio sono solo 3/4 e Bizzarri non ha dovuto fare una parata degna di questo nome.
Guarin ha perso sedici e dico sedici palloni. Quando pensi più o meno di panchinarlo?
Dici che oggi non abbiamo fatto male, che queste partite vanno sbloccate all'inizio. Se arrivi a tirare nello specchio, e sottolineo nello specchio, corri e giochi con cattiveria, beh, si può vincerle pure al novantesimo.

Passiamo alla cronaca. Dopo le squalifiche si torna alla formazione ideale (?). Partiamo benino, il pessimo guardalinee De Pinto riesce a chiamare tre fuorigioco inesistenti in mezz'ora. Erano tutte azioni potenzialmente pericolose, e non riusciamo mica a crearne tante. Non acceleriamo spesso, loro parcheggiano il pullman davanti alla porta e difendono compatti ed ordinati (d'altronde sono la quarta difesa della A e non per caso). Maran rimprovera Schelotto quando osa superare il centrocampo. Guarin sfiora il palo al 6' e si procura con un tiro senza criterio dei suoi il corner da cui scaturirà il palo di Icardi al 19'. Ma per il resto dispensa un tacco inutile e dannoso, riesce a compiere un disimpegno difensivo mentre attacchiamo, tira alle stelle da posizioni improbabili e perde palloni su palloni. Il Chievo lotta con cattiveria, come se ancora dovesse salvarsi; noi sonnecchiamo come se già fossimo in Champions. Al 34' sponda di Palacio per Brozovic che si fa parare da Bizzarri. Hernanes e Guarin regalano altri palloni al terzo anello, Vidic colpisce di testa centrale su un corner e non facciamo altro fino a fine primo tempo. Lo dirò fino alla morte: non sappiamo crossare né battere corner, calciati sballati o sempre corti per schemi incomprensibili, inutili e mai riusciti. E' inquietante per calciatori di Serie A ma è così. E' evidente che qualcosa dobbiamo cambiare per provare a sporcare i guantoni a Bizzarri, a metà incontro contiamo quattordici tiri di cui solo due nello specchio.

palacio inter chievo san siro
Partiamo male nella ripresa, rischiamo qualcosa poi Schelotto pensa di aiutarci fallendo di poco un autogol al 6'. Dopo il derby voleva realizzare un'altra rete importante. Entra Podolski per Brozovic, si passa al 4-2-3-1 ma dopo una bella azione personale di Palacio è il Chievo che rischia di segnare con Izco al 19'. Handanovic para, Meggiorini sulla ribattuta sbaglia il tap-in. Cambio Shaqiri  per Hernanes e ancora Meggiorini è pericoloso per due volte, prima che Paloschi tiri fortunatamente su Handanovic. Giocando a questo ritmo da bradipi rincoglioniti non li bucheremo mai. Troppi tocchi e tutti fermi senza palla. Alla mezz'ora Poldi prova a piazzarla, poi Shaqiri spara fuori. Kovacic entra  per Palacio ma non lascerà tracce di sé sulla partita. Nel nostro breve, miglior momento Icardi quasi la infila di rovesciata, poi il nostro canterano Biraghi becca una gran traversa sulla quale Handanovic sceglie deliberatamente di non fare nemmeno lo sforzo di alzare nemmeno le braccia, pur avendone tutto il tempo. Poi a fine partita si permette pure di fare il vago, non sa se resta perché vuole giocare per vincere. Pensi a dare il massimo, ora che non lo sta facendo di certo. Il tiro inoffensivo di Icardi al 47' è la foto della nostra partita. Orde di colombi avvistano dall'alto un prato tranquillo e senza movimento e decidono di atterrare per pascolare sereni. C'è ancora tempo per Paloschi di far andare al manicomio Ranocchia, col Mancio che grida al "capitano": "Ma dove cazzo vai?" (e non sto scherzando). Facciamo schifo, perdiamo l'ennesima occasione e salviamo la tournée asiatica estiva. Ah, Mancio, a proposito di tiri nello specchio: nel secondo tempo sono due a quattro in favore dei clivensi. Forse forse un po' male abbiamo fatto. E in una partita del genere in casa con un Chievo salvo potevi forse rischiare un Santon al posto di Juan Jesus. Vabbè, ma tanto ora ci aspettano le partite più semplici con Lazio-Juve-Genoa, la strada è in discesa. State tranquilli.

Cristiano Esposito

giovedì 30 aprile 2015

Udinese-Inter 1-2: D'Ambrosio ci salva, Kovacic-Hernanes in ascesa. Le pagelle

udinese inter serie a 2014 2015Handanovic 6: Esce male nel finale e copre anche male il proprio palo quando D'Ambrosio salva. Sul gol di Di Natale forse non poteva fare di più.

D'Ambrosio 6,5: Salva su Kone evitandoci la beffa finale, per il resto corre e combatte, combinando anche qualcosina in fase di spinta.

Vidic 6: Comanda lui sulle palle alte senza preoccuparsi del taglio sul sopracciglio e lottando ruvidamente con Thereau. Incespica sul gol di Di Natale, unico contrattempo che però pesa.

Felipe 6: Rincalzo affidabile, nemmeno lui segue Di Natale sul gol del pareggio. Per il resto sbaglia poco, sta alto, imposta anche bene qualche azione.

Santon 6: Tenuto basso da Allan ma non solo, la sua è perlopiù una partita difensiva in cui resta a galla.

Guarin 6: Un giallo stupido dei suoi, alcune palle perse ingenuamente, qualche buona verticalizzazione. Giustamente sostituito per evitare brutte sorprese.

Medel 6: Meno lucido del solito, ai punti perde nettamente il duello con Allan. Qualche pallone prezioso però lo recupera.

Kovacic 6,5: Perde forse un solo pallone in fase di impostazione, sta capendo come giocare da mezzala. Arriva anche due volte al tiro, ogni tanto accelera e conquista il rigore.

Hernanes 6,5: Cinque tiri, rete sfiorata, tanti dribbling riusciti ma anche diversi sbagliati eccedendo. Quando soffriamo è tra i primi da prendere a sberle per come gigioneggia.

Gnoukouri 6: Quando entra mostra la solita personalità e sicurezza, sbrogliando anche qualche matassa.

udinese inter serie a 2014 2015 icardi hernanes
Icardi 6,5: Assist sul rigore, realizzato senza problemi con la sua glacialità. Poco appariscente ma siamo a 23 gol totali, niente da dire.

Palacio 6: Corre, si sfianca, contrasta, recupera e non perde mai un pallone. L'età avanza ma lui tiene botta. Cuore e generosità.

Podolski 6,5: Al secondo pallone toccato segna a 43 secondi dalla sua entrata in campo il primo gol con la maglia dell'Inter. Lampi di classe che finalmente si intravedono.

All. Mancini 6: Soffriamo come bestie in undici contro nove, la prepara bene ma poi all'intervallo doveva far capire meglio a tutti che non bisognava fare gli splendidi.

Cristiano Esposito

mercoledì 29 aprile 2015

Udinese-Inter 1-2: lo spettro di Goitom che ci fa perdere anni di vita

henok goitom udinese inter
Io Henok Goitom non l'ho mai dimenticato. Come molte delle meteore che abbiamo creato. Il 19 febbraio 2005 entra in campo ventunenne in Udinese-Inter e dopo poco pareggia di testa per l'1-1 finale. Una presenza nell'Udinese, un gol. Poi non ha mai più messo un piede in un campo di calcio in Italia. Quando ho visto entrare ieri sera Perica, vent'anni ed alto quasi uguale, ho rivisto lo spettro di Goitom. Per fortuna è andata diversamente da dieci anni fa, ma è accaduta un'altra di quelle cose che sappiamo far accadere solo noi. Non so fino a che punto sia dna e fino a che punto immaturità, carenza di personalità, il non essere ancora squadra esperta. Fatto sta che dopo il secondo rosso udinese abbiamo cominciato a specchiarci, a giocare ben oltre i due tocchi professati da  Mancini, a fare complimenti per chi doveva segnare. Abbiamo giochicchiato come giocolieri che vogliono entrare in porta col pallone invece di buttarla giù da un po' più lontano.

Squadre schierate con un 4-3-1-2 a specchio, noi cominciamo pressando alti ma muovendoci poco senza palla. Nei primi venti minuti ci sono da segnalare solo una punizione di Hernanes e un giallo stupidissimo del mononeurone Guarin (fa bene il Mancio a toglierlo nella ripresa, con lui non si sa mai), che dopo poco perde una palla altrettanto stupida. Alla mezz'ora proprio il Guaro avvia un'azione verso Palacio che crossa per la testa di Hernanes: è out. Fisicamente stiamo bene (e anche loro), e si vede, ma abbiamo difficoltà ad arrivare a tirare in porta. Comandiamo comunque noi le operazioni e al 40' arriva il secondo giallo per Domizzi per fallo sul Profeta, che dopo due minuti ci prova da fuori sbagliando di poco. Allan tiene basso Santon, D'Ambrosio riesce a spingere un po' di più. Al 45' Guarin per Icardi, gran riflesso di Karnezis in corner, poi ancora Hernanes si fa parare da due passi.

Dopo venti secondi di gioco della ripresa è già rigore su Kovacic. Probabilmente non ci sarebbe perché il croato ha già tirato e non c'è danno procurato, ma l'intervento è scomposto e maldestro. Peccato che nel dopopartita a Sky parlino solo e soltanto di questo "dimenticando" un attimo un attimo del rigore di Allan su Hernanes nel primo tempo, del gol di tacco buono di Icardi annullato per un fuorigioco che non c'è perché a passargliela è un giocatore dell'Udinese e del secondo giallo sacrosanto che andava sventolato a Pinzi al 35' della ripresa per fallo su Santon (non è che sia prevista pietà dal regolamento per una squadra in nove). E Strama sbaglia anche  a lamentarsi del  rosso a Badu, che mima un cazzotto sul viso di Rocchi e gli accenna due sputi. Ad ogni modo Icardi realizza il penalty e conferma la sua freddezza da killer. Due minuti e da veri polli prendiamo in contropiede (in superiorità numerica nostra) il gol del pari da Di Natale, che non sbaglia mai. Medel aspetta chissà cosa a contrastare Allan e la frittata è fatta. Proviamo a rimettere la testa davanti con Kovacic e Guarin, mentre dall'altra parte Pasquale sbaglia misura per nostra fortuna. L'Udinese sembra prendere coraggio ma intanto Palacio gioca a colpire Karnezis, Badu viene espulso tra urla, sputazzate e simlazioni di manate, e poi Podolski appena entrato segna al 20' sugli sviluppi di un corner. Stasera è lui Goitom ma io ancora non lo posso sapere. Rocchi continua il suo horror show non dando corner su tiro di D'Ambrosio al 22' e ammonendo Podolski per proteste quando avevano provato a
podolski udinese inter serie a
togliergli la maglietta. E' a questo punto che cominciamo a fare gli splendidi, con Hernanes in primis che esagera con dribbling e boiate varie, anche se potremmo segnare ancora proprio con lui, Podolski e Santon. Riusciamo a subire contropiede con due uomini in più, a spendere ammonizioni per mettere pezze (Palacio) contro un Udinese dal cuore grande e con un Allan mostruoso (prendiamolo!), che straccia Medel nel confronto diretto (11 tackle vinti a 2). Iniziamo ad avere paura come al Camp Nou nel 2010, solo che davanti non c'è nemmeno il nonno monogamba di Messi. Anche Palacio passa indietro invece di tirare, perdiamo palloni ingenui, Handanovic esce male. Succede di tutto insomma, anche che Icardi segna di tacco un gol buono che viene annullato. Nei secondi finali dobbiamo rignraziare D'Ambrosio che si immola e copre un Handanovic mal piazzato sul suo palo. Gestiamo malissimo una situazione sulla carta elementare, noi tifosi perdiamo alcuni anni di vita ma Goitom resta dov'è e la portiamo a casa senza sapere come. Santon a fine partita ha il coraggio di dire che abbiamo sofferto "un po'", ma non è credibile perché la barba è diventata bianca anche a lui. Ventidue tiri, un solo gol su azione realizzato. Cancelliamo subito questa partita e ripartiamo da stasera, gufando le partite che ci interessano.

Cristiano Esposito